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Il rabarbaro: un ortaggio che dovremmo conoscere meglio

22 Aprile 2010 alle 11:20 scritto da nicoletta

Il rabarbaro non gode di particolare fortuna nel nostro paese, mentre è molto apprezzato in Oriente e nei paesi anglosassoni. Un vero peccato, perché questa poligonacea è nota da migliaia di anni per le sue virtù alimentari e curative.

Contiene molti minerali - tra cui ferro e magnesiovitamine B e C. Antianemico, stimola l’appetito, favorisce la secrezione della bile e stimola la peristalsi, risultando rinfrescante per l’intestino e lassativo (se mangiato in dosi elevate). Tutto ciò ne fa un alimento ideale per chi soffre di carenza di ferro, astenia, inappetenza, problemi epatici e stitichezza. Non è invece adatto a chi soffre di calcolosi renale per via dell’alto tenore di acido ossalico che contiene.

Il rabarbaro è anche impiegato in fitoterapia e per la preparazione di liquori digestivi.

Gli steli (o costole) del rabarbaro sono venduti a mazzetti, ma non si trovano facilmente sui banchi dei mercati. Se sono di media misura non è necessario pelarli, se invece sono grossi è opportuno eliminare la pellicina che li avvolge. Attenzione invece alle foglie, che contengono sostanze tossiche per l’organismo, e non devono mai essere utilizzate.

Con i gambi (rizomi) del rabarbaro si possono preparare eccellenti conserve e marmellate, che risultano squisite sulle crostate oppure come accompagnamento di torte semplici, come la torta paradiso o il pan di spagna. Al momento di servire la composta, è possibile intiepidirla le si può aggiungere un cucchiaio di rum per renderla ancora più aromatica.

Se qualcuno dei nostri lettori ha qualche interessante ricetta a base di rabarbaro, saremo ben lieti di pubblicarla: vorremmo contribuire a portare in auge nel nostro paese questo dono che la natura ci ha fatto!



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