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	<title>solofornelli.it &#187; Consigli</title>
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		<title>Il grano Senatore Cappelli, un emblema del biologico</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 07:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molto spesso il concetto di biologico va a braccetto con il ritorno al passato: pensiamo ad esempio alle antiche varietà di frutta e ortaggi delle nostre campagne per decenni quasi cancellate dalla produzione agricola omologata, ma ora riscoperte. Oppure al pane prodotto con il lievito madre che si tramanda di generazione in generazione. Sempre nel campo dei cereali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/02/senatore_cappelli1.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4064" title="senatore_cappelli" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/02/senatore_cappelli1.gif" alt="" width="310" height="128" /></a>Molto spesso il concetto di biologico va a braccetto con il ritorno al passato: pensiamo ad esempio alle antiche varietà di frutta e ortaggi delle nostre campagne per decenni quasi cancellate dalla produzione agricola omologata, ma <a href="http://www.soloecologia.it/14072011/biodiversita-riscoprire-le-antiche-varieta-agricole-a-rischio-estinzione/" target="_blank">ora riscoperte</a>. Oppure al pane prodotto con il lievito madre che si tramanda di generazione in generazione. Sempre nel campo dei cereali, sono semi utilizzati dalla notte dei tempi e a latitudini diverse la <a href="http://www.solofornelli.it/25102007/la-quinoa-che-cose/" target="_blank">quinoa</a>, l&#8217;<a href="http://www.solofornelli.it/21112007/lamaranto-un-colore-e-un-chicco/" target="_blank">amaranto</a> e il kamut.</p>
<p>Tra le varietà di frumento tipicamente italiano, una relativamente antica è quella detta &#8220;Senatore Cappelli&#8221;, così chiamata in omaggio al senatore abruzzese Raffaele Cappelli, che nei primi del 900 promosse un&#8217;importante riforma agraria e diede gli strumenti per effettuare ricerche e incroci opportuni. Il grano Senatore Cappelli viene coltivato fin dal 1915 e non è mai &#8220;passato per l&#8217;industria&#8221;.</p>
<p>Questo frumento, le cui spighe possono arrivare a 1,80 metri di altezza, ha un elevato contenuto proteico e straordinarie caratteristiche organolettiche. Grazie alle radici molto sviluppate, riesce a soffocare le erbe infestanti ed è perciò il miglior tipo grano biologico in assoluto. Negli ultimi decenni il grano Cappelli è stato nuovamente introdotto in alcune regioni (soprattutto Basilicata, Puglia, Marche e Sardegna) e consente la produzione di pasta di grano duro di altissima qualità. Essendo la semola più scura di quella del frumento comune, la pasta con essa prodotta sembra &#8220;integrale&#8221;, anche quando non lo è. Una buona pasta di grano duro Cappelli dovrebbe essere trafilata al bronzo e essiccata a lungo in locali a temperature basse. In questo modo conserverà intatti i principi nutritivi e organolettici.</p>
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		<title>Il culatello: un nome curioso per un salume da veri intenditori</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il culatello è un salume tipico della provincia di Parma e un presidio Slow Food dell&#8217;Emilia Romagna. In particolare, il culatello di Zibello è un prodotto DOP che può provenire esclusivamente dai comuni di Busseto, Polesine Parmense, Zibello, Soragna, Roccabianca, San Secondo, Sissa e Colorno. Un prodotto di eccellenza che nasce dall&#8217;esperienza tramandata da secoli da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/Culatello.gif"><img class="alignleft  wp-image-4033" title="Culatello" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/Culatello.gif" alt="" width="240" height="270" /></a>Il <strong>culatello</strong> è un salume tipico della provincia di Parma e un presidio Slow Food dell&#8217;Emilia Romagna. In particolare, il <strong>culatello di Zibello</strong> è un prodotto DOP che può provenire esclusivamente dai comuni di Busseto, Polesine Parmense, Zibello, Soragna, Roccabianca, San Secondo, Sissa e Colorno.</p>
<p>Un prodotto di eccellenza che nasce dall&#8217;esperienza tramandata da secoli da un maestro salumiere all&#8217;altro: si lavora soltanto nel periodo invernale, quando la Bassa è il regno della nebbia e del freddo, il microclima perfetto per risultati unici nel loro genere.</p>
<p>Questo salume si ottiene dalla parte alta della coscia del suino adulto, che viene privata della cotenna, dell&#8217;osso, di gran parte del grasso e della parte chiamata &#8220;fiocchetto&#8221;, rifilata per darle una forma a pera, salata e stagionata per 10-11 mesi in cantine fresche. Con le rifilature di culatello si produce uno dei salami più pregiati dell&#8217;Emilia, di cui vi abbiamo già parlato: lo <a href="http://www.solofornelli.it/14102010/lo-strolghino-un-salume-di-nicchia/" target="_blank">strolghino</a>.</p>
<p>La particolarità forse unica del culatello è che, prima del consumo, deve essere tenuto per circa 10 giorni in infusione nel vino bianco secco. Terminata questa operazione, si possono eliminare gli ultimi residui di cotenna e affettarlo.</p>
<p>Il culatello è considerata dai gourmet ben superiore al prosciutto crudo per finezza di sapore e aroma. Il suo prezzo è assai elevato, anche perché il 50% del suo peso va perduto durante la stagionatura.</p>
<p>Per quanto concerne la conservazione domestica, una volta affettato si conserva per un paio di giorni in frigorifero evitando al massimo il contatto con l&#8217;aria, come avviene per tutti gli altri salumi. Se invece si acquista un culatello intero (che di solito pesa intorno 3 chili), bisogna conservarlo negli scaffali del frigorifero a media altezza, proteggendo bene il lato tagliato con un foglio di carta oleata e avvolgendo il tutto in un canovaccio inumidito di vino. Se il consumo si trascina per le lunghe, occorre ripetere l&#8217;operazione di immersione nel vino, per 4-5 giorni. E, se alla fine dovessero rimanervi dei ritagli di culatello, potete tritarli e usarli per insaporire un ragù tradizionale.</p>
<p>Dove comprare un culatello con tutti i crismi? Noi vi consigliamo la <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=697&amp;u=6" target="_blank">gastronomia Peck online</a>, nel reparto Salumeria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Erba cipollina: un sapore molto amato nell&#8217;Europa del Nord</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 07:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;erba cipollina (il cui nome scientifico è allium schoenoprasum) è una pianta appartenente alla stessa famiglia della cipolla, alla quale assomiglia molto nell&#8217;aroma, anche se ha un gusto più delicato. Ha foglie lunghe e strette cilindriche e cave. I francesi la chiamano ciboulette, gli anglofoni chivese i tedeschi Schnittlauch (porro da affettare) tutti i popoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/Erba_cipollina.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/Erba_cipollina.gif" alt="" title="Erba_cipollina" width="300" height="225" class="alignleft size-full wp-image-4000" /></a>L&#8217;erba cipollina (il cui nome scientifico è <em>allium schoenoprasum</em>) è una pianta appartenente alla stessa famiglia della cipolla, alla quale assomiglia molto nell&#8217;aroma, anche se ha un gusto più delicato. Ha foglie lunghe e strette cilindriche e cave. I francesi la chiamano <em>ciboulette</em>, gli anglofoni <em>chives</em>e i tedeschi <em>Schnittlauch</em> (porro da affettare) tutti i popoli dell&#8217;Europa centrale e della Scandinavia la amano molto e la utilizzano abbondantemente in cucina. Da noi è poco diffusa, ma dovrebbe esserlo di più, anche perché è particolarmente adatta a essere coltivata in una piccola cassetta o un vaso sul balcone. Tra l&#8217;altro la sua coltivazione è molto semplice, basta avere l&#8217;accortezza di tagliarla frequentemente per stimolare la ricrescita e di eliminare gli steli morti. </p>
<p>Se invece si acquista nelle vaschette dei supermercati, come le altre erbe aromatiche, si conserva in frigorifero per qualche giorno. In alternativa, è possibile trovarla in forma disidratata o liofilizzata.</p>
<p>Per quanto riguarda le proprietà nutrizionali, l&#8217;erba cipollina non ha indicazioni dietetiche particolari, tranne un lieve potere <strong>diuretico</strong> ed <strong>eupeptico</strong>, cioè digestivo.</p>
<p>Parlando invece del suo utilizzo, l&#8217;erba cipollina è adatta per essere tritata molto finemente e aggiunta alle insalate miste, oppure usata per insaporire omelettes (anche insieme al prezzemolo), burro crudo, salse verdi e alcuni tipi di pesci dalle carni delicate, ad esempio le triglie. Può anche essere aggiunta ai formaggi cremosi per rinforzarne il gusto. E c&#8217;è anche chi la ama nello yogurt &#8211; come condimento per i cetrioli, ad esempio. Anche i cinesi la utilizzano da sempre per profumare i loro piatti e per presunte virtù &#8220;antiveleno&#8221;. La storia ha registrato che l&#8217;erba cipollina era la pianta aromatica preferita da Marco Polo!</p>
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		<title>Come fare una zuppa con tutti i crismi, rispettando stagionalità e cotture</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 07:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le zuppe sono piatti poveri, di cultura contadina. Nella loro forma originale dovevano essere ricche di grassi e carboidrati perché rappresentavano un piatto unico che doveva sostenere nei lavori pesanti dei campi. Spesso recuperavano il pane secco; anzi, la vera &#8220;zuppa&#8221;, come dice il nome, prescrive proprio l&#8217;impiego di pane che si &#8220;inzuppa&#8221; di brodo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/zuppa.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/zuppa.gif" alt="" title="zuppa" width="300" height="225" class="alignleft size-full wp-image-3992" /></a>Le zuppe sono piatti poveri, di cultura contadina. Nella loro forma originale dovevano essere ricche di grassi e carboidrati perché rappresentavano un piatto unico che doveva sostenere nei lavori pesanti dei campi. Spesso recuperavano il pane secco; anzi, la vera &#8220;zuppa&#8221;, come dice il nome, prescrive proprio l&#8217;impiego di pane che si &#8220;inzuppa&#8221; di brodo. Oggi lo stile di vita è cambiato e le pesanti minestre di origine medievale sono un po&#8217; passate di moda. Se si preparano, si alleggeriscono dal punto di vista dei grassi. In effetti i tempi di preparazione e cottura sono piuttosto lunghi, ma in compenso nei mesi invernali, non c&#8217;è niente di meglio che un piatto caldo e rassicurante. Oltretutto, nel brodo i nutrienti preziosi non vanno perduti &#8211; quanto meno i sali minerali, se non proprio tutte le vitamine. </p>
<p>Il segreto per fare delle buone zuppe è rispettare i tempi di cottura dei singoli elementi che le costituiscono &#8211; che devono essere cotti separatamente e uniti solo verso la fine della preparazione. In questo modo non si tratterà del solito minestrone, ma di un caleidoscopio di sapori ben riconoscibili al palato.</p>
<p>Ecco alcune idee per le vostre zuppe, con legumi e con cereali:</p>
<p><strong>Zuppa con verdure di stagione</strong>: scegliere tre o quattro verdure (possibilmente una dolce, una amara, una morbida e una più croccante), cuocerle separatamente in soffritto con un battuto di sedano, carote e cipolle e poi unirle insieme a dei fagioli già ammollati e cotti in un soffritto con sedano, carota, cipolla. Se la minestra risulta troppo brodosa, si possono aggiungere delle patate cotte e frullate con qualche cucchiaio brodo.</p>
<p><strong>Minestra di ceci, cime di rapa e pomodoro</strong>. Ammollare i ceci in acqua la sera prima e poi cuocerli in acqua fresca con odori come sedano, carote, cipolle e foglie di alloro. Cuocere la conserva di pomodoro in un soffritto con olio, aglio, rosmarino, timo e peperoncino. Unire i ceci già cotti, aggiustare di sale e fare sobbollire per qualche minuto. Infine aggiungere le cime di rapa crude finemente affettate, lasciando sul fuoco per 10-15 secondi in modo che restino molto croccanti. Servire subito.</p>
<p><strong>Zuppa di farro e verdure invernali</strong>. Cuocere il farro in acqua salata per 50 minuti, poi lasciarlo riposare nell&#8217;acqua di cottura. Intanto mondare carciofi, cipolle e verza, tagliandoli a striscioline, soffriggerli e farli appassire in olio con un po&#8217; di timo e poi lasciarle stufare per 15 minuti. Unire il farro e fare bollire per qualche minuto, aggiustando di sale e pepe. Servire con olio crudo.</p>
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		<title>Crescenza o stracchino, due nomi diversi per lo stesso squisito formaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 07:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra i vanti della tradizione casearia lombarda c&#8217;è sicuramente la crescenza, anche detta stracchino. Il primo nome deriva dalla forma squadrata e priva di crosta del formaggio, simile a certe focacce dette carsenze. Il secondo invece è dovuto al fatto che originariamente il formaggio era prodotto col latte di mucche stracche, cioè stanche perché dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/Crescenza.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/Crescenza.gif" alt="" title="Crescenza" width="300" height="253" class="alignleft size-full wp-image-3966" /></a>Tra i vanti della tradizione casearia lombarda c&#8217;è sicuramente la <strong>crescenza</strong>, anche detta <strong>stracchino</strong>. Il primo nome deriva dalla forma squadrata e priva di crosta del formaggio, simile a certe focacce dette <em>carsenze</em>. Il secondo invece è dovuto al fatto che originariamente il formaggio era prodotto col latte di mucche <em>stracche</em>, cioè stanche perché dopo aver trascorso i mesi estivi sui pascoli alpini, avevano percorso la strada che le portava in pianura nella zona di Gorgonzola.</p>
<p>La crescenza è un formaggio di origini molto antiche (le prime testimonianze di produzione risalgono addirittura al XIII secolo). Un cacio molle, semigrasso, ricavato da latte vaccino intero freschissimo con aggiunta di fermenti lattici e di caglio. Ha una pasta di colore bianco avorio, umida e burrosa e un sapore tenue. In alcune zone lo si preferisce più compatto e consistente, ma c&#8217;è anche chi lo ama colante. Un formaggio <strong>discretamente digeribile</strong>, perché contiene una percentuale relativamente bassa di <strong>grassi</strong> (<strong>45-50%</strong>), <strong>247 Kcal per 100 grammi</strong>, una buona quantità di <strong>vitamina A</strong>, <strong>vitamine B e C</strong>, <strong>calcio</strong>, <strong>fosforo</strong> e <strong>ferro</strong>.</p>
<p>La crescenza deve essere consumata subita perché invecchiando (anche se tenuta in frigorifero), inacidisce, acquista un sapore amarognolo o si copre di una crosta che indica l&#8217;eccessiva proliferazione di lieviti. </p>
<p>Ottima con le verdure di stagione, crude o cotte (soprattutto i fagiolini e peperoni), è anche ideale come condimento di tortini, focacce salate (come la <a href="http://www.solofornelli.it/20052009/ricetta-la-focaccia-al-formaggio/" target="_blank">focaccia al formaggio</a> ligure) e pizze, oltre che spalmata su crostini e canapé e avvolta in caramelle di bresaola. </p>
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		<title>I vini di eccellenza si comprano su Tailorwine.it</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 07:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nasce a gennaio 2011 il primo portale dedicato alla vendita di vini di eccellenza presenti sul territorio italiano. Oscar Guernieri e Riccardo Petrantoni &#8211; professionisti del marketing digitale e grandi appassionati di vini pregiati &#8211; inaugurano un portale di semplice intuizione per chi è amante del buon vino italiano. Vengono selezionati piccoli e grandi produttori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/tailorwine.gif"><img class="size-full wp-image-3975 alignleft" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid;" title="tailorwine" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/tailorwine.gif" alt="" width="300" height="150" /></a>Nasce a gennaio 2011 il primo portale dedicato alla vendita di vini di eccellenza presenti sul territorio italiano.</p>
<p>Oscar Guernieri e Riccardo Petrantoni &#8211; professionisti del marketing digitale e grandi appassionati di vini pregiati &#8211; inaugurano un portale di semplice intuizione per chi è amante del buon vino italiano.</p>
<p>Vengono selezionati piccoli e grandi produttori ma con un unico comun denominatore: l&#8217;eccellenza italiana.</p>
<p>Hanno già partecipato al progetto di e-commerce cantine quali: Forti del Vento dalle colline dell&#8217;alto Monferrato, Leuta con le loro prelibatezze toscane, La Ginestra piccola casa friulana celebre per i suoi grandi vini bianchi e Poderi Luigi Einaudi grande e storico produttore italiano di Dogliani.</p>
<p>Il portale Tailorwine.it vuole portare lo shopping online nel mondo del vino, un passo avanti nella direzione di semplicità e sicurezza.</p>
<p>Creato da web designer internazionali utilizzando le più innovative e sicure tecnologie presenta un&#8217;interfaccia molto intuitiva che guida i visitatori attraverso una selezione incredibile di vini; non da meno la scelta di affidare gli shooting al fotografo milanese Luigi Ziliani, noto nell&#8217;ambiente per l&#8217;esperienza in still life di food.</p>
<p>Fate un salto su <a title="TailorWine" href="http://www.tailorwine.it" target="_blank">www.tailorwine.it</a>  e ordinate i  migliori <a href="http://www.tailorwine.it" target="_blank">vini online</a> direttamente a casa vostra.</p>
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		<title>Come abbinare il vino con il pesce</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 07:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;abbinamento tra vino e piatti a base di pesce potrebbe declinarsi in centinaia di modi, soprattutto in un paese come l&#8217;Italia dove abbiamo migliaia di chilometri di coste dove attingere pescato di qualità e migliaia di ettari di terreni votati alla viticoltura con infinite specie di vitigni diversi. Eppure molte volte si rischia di avvilire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/Vino_e_pesce.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3931" title="Vino_e_pesce" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/Vino_e_pesce.gif" alt="" width="300" height="249" /></a>L&#8217;abbinamento tra vino e piatti a base di pesce potrebbe declinarsi in centinaia di modi, soprattutto in un paese come l&#8217;Italia dove abbiamo migliaia di chilometri di coste dove attingere pescato di qualità e migliaia di ettari di terreni votati alla viticoltura con infinite specie di vitigni diversi. Eppure molte volte si rischia di avvilire una cena a base di pesce, crostacei o frutti di mare solo perché le si abbina un vino sbagliato. Un vino ben scelto valorizza il pesce e viceversa. Un amarone con le ostriche è invece un sacrilegio.</p>
<p>Bisogna però sfatare il luogo comune che vede soltanto il vino bianco adatto a un abbinamento con il pesce. Anche un rosso la cui struttura sia ben pesata in funzione della struttura del piatto può essere assolutamente adatto. Se nel piatto a base di pesce ci sono pomodoro, peperoncino, aglio ed erbe aromatiche, un vino rosso può essere perfetto. Vanno solo evitati i vini troppo aggressivi e tanninici e minerali, più adatti a piatti succulenti a base di carne. Insomma, un bianco va sempre bene per piatti di pesce delicati e semplici, ma largo ai rossi con i pesci a carni più brune e molto conditi.</p>
<p>Per esempio, un pinot nero dell&#8217;Alto Adige con dei bocconcini di tonno, un chianti o un syrah per esaltare una pasta con ragù di dentice e scaglie di pecorino romano. Perfetta anche una barbera d&#8217;Asti per una zuppa di legumi e frutti di mare.</p>
<p>Per degli antipasti di mare consigliamo invece un bianco secco leggero (soave, vermentino o tocai), mentre per un&#8217;insalata a base di pesce e molluschi è più adatto un bianco secco a tenore alcolico superiore e più profumato (vernaccia, cinqueterre, ischia). Con pesci lessati, meglio rimanere su un bianco secco leggero (soave, vermentino, verdicchio, pinot); con pesci arrostiti, grigliati o fritti va bene anche un rosato. Infine, con le zuppe di pesce sono perfetti un bianco abboccato corposo (come il trebbiano) oppure un rosato.</p>
<p>Per acquistare ottimi vini, non occorre fare kilometri di strada e trascorrere ore in enoteche specializzate, basta qualche minuto online per avere un mare di possibilità&#8230; noi vi consigliamo <a title="TailorWine" href="http://www.tailorwine.it/" target="_blank">TailorWine</a>.</p>
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		<title>ll mirto, tipico sapore della Sardegna: come utilizzare le bacche</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 07:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
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		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi ha detto che un&#8217;isola splendida come la Sardegna possa essere visitata solo in estate? Date retta a noi: partendo fuori stagione trovate voli economici (come quelli di Air One) e vivrete delle esperienze del tutto nuove. Nel periodo tra dicembre e febbraio potrete assistere alla raccolta delle bacche di mirto, uno dei prodotti più tipici della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/12/Mirto_sardo.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3910" title="Mirto_sardo" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/12/Mirto_sardo.gif" alt="" width="174" height="300" /></a>Chi ha detto che un&#8217;isola splendida come la Sardegna possa essere visitata solo in estate? Date retta a noi: partendo fuori stagione trovate <a href="http://www.edreams.it/voli/lowcost/" target="_blank">voli economici</a> (come quelli di <a href="http://www.edreams.it/offerte/voli/compagnia/AP/airone/" target="_blank">Air One</a>) e vivrete delle esperienze del tutto nuove. Nel periodo tra dicembre e febbraio potrete assistere alla raccolta delle bacche di mirto, uno dei prodotti più tipici della regione,  che si prestano a molteplici utilizzi &#8211; il più noto dei quali è il liquore di mirto, preparato mediante un&#8217;infusione in alcol. Forse non tutti sanno, che oltre al mirto a bacca nera, esiste anche quello a bacca bianca: per preparare un liquore con questa varietà, oltre alle bacche è necessario aggiungere all&#8217;alcol anche le foglie.</p>
<p>Conosciuto fin dall&#8217;antichità per il suo particolare profumo, il mirto era anche molto usato in passato per preparare delle tinture. Anche le foglie di questa pianta trovano un loro utilizzo: per esempio per cucinare il maialino (il famoso <em>porceddu</em> sardo). Le bacche vengono immerse in olio per aromatizzarlo, oppure fatte seccare e ridotte in polvere per essere aggiunte come condimento in cucina. Gli oli essenziali che contiene (soprattutto mirtolo e geraniolo) insieme ai tannini e alle resine, conferiscono infatti alla pianta dalle notevoli proprietà aromatiche e curative, con effetto balsamico, antiinfiammatorio, astringente e leggermente antisettico, ideale per aiutare la digestione e la respirazione. Così, le braci ottenute dal legno di mirto sono straordinarie per profumare le grigliate in maniera speciale.</p>
<p>Terminiamo con una ricetta veloce, che deve essere montata come un millefoglie in un coppapasta. Un antipasto che contiene tutti i sapori della Sardegna. Si prepara così: disporre sul fondo uno strato di pomodori verdi della piana di Oristano sottilmente affettati, un filo di olio aromatizzato al mirto, un po&#8217; di pecorino sardo di media stagionatura grattugiato e qualche filetto tonno fresco crudo affettato sottilmente, condito con l&#8217;olio aromatico e poco aceto balsamico in cui sia stato stemperato un cucchiaino di liquore di mirto.</p>
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		<title>Enoteche e Winebar, ma anche alimenti Bio su ShoppingDonna.it</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 12:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bando al luogo comune per cui chi ama cucinare se ne starà prevalentemente chiusa in casa a spignattare da mane a sera per i suoi familiari. La donna del 2012 sa dosare nella maniera giusta ogni aspetto della vita: dall&#8217;estetica alla moda, al benessere, ai doveri familiari. E sa anche spendere in maniera oculata, utilizzando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/ShoppingDonna.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3943" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid;" title="ShoppingDonna" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/ShoppingDonna.gif" alt="" width="300" height="225" /></a>Bando al luogo comune per cui chi ama cucinare se ne starà prevalentemente chiusa in casa a spignattare da mane a sera per i suoi familiari. La donna del 2012 sa dosare nella maniera giusta ogni aspetto della vita: dall&#8217;estetica alla moda, al benessere, ai doveri familiari. E sa anche spendere in maniera oculata, utilizzando gli strumenti telematici oggi a disposizione. Come ad esempio il portale <a href="http://www.shoppingdonne.it" target="_blank">ShoppingDONNA</a>, un vero e proprio quartiere di negozi virtuali, a cui si accede a colpi di clic, comodamente da casa propria.</p>
<p>Oltre agli articoli di abbigliamento e accessori per donna, uomo e bambino, giocattoli e articoli per i più piccoli, saranno soddisfatte anche altre esigenze e nuovi interessi. Per esempio, i servizi che offrono bellezza e relax nella propria città, parrucchieri, centri di estetica e spa, ma anche farmacie ed erboristerie che smerciano prodotti biologici (per intolleranti al glutine e al lattosio, prodotti senza uova e senza lievito, farine speciali, tè e tisane di preziose piante officinali e prodotti per la floriterapia).</p>
<p>E per chi apprezza il buon vino, tutto un florilegio di aziende vitivinicole situate non lontano dalla propria città, per acquistare vino genuino a chilometri zero. Oppure enoteche e winebar, dove trascorrere una piacevole serata in compagnia di una persona cara o di un gruppo di amici.</p>
<p>Per ogni negozio o locale iscritto sul portale è presente una scheda di presentazione, con commenti e voti degli utenti. E una Google Map, per trovare con facilità l&#8217;ubicazione dell&#8217;azienda.</p>
<p>Da tenere sempre sott&#8217;occhio la sezione &#8216;Buoni acquisto nella tua città&#8217;, dove gli sconti possono arrivare al 50% &#8211; per chi arriva in tempo!</p>
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		<title>Le cozze: una vera miniera di ferro!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 07:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ferro]]></category>

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		<description><![CDATA[Se siamo abituati a pensare che il ferro, utile per combattere l&#8217;anemia, si trovi solo nelle bistecche e nelle verdure verdi, ci sbaliamo! Se ne trova parecchio anche nei molluschi. Le cozze, ad esempio, sono una piccola miniera di questo minerale: un etto sgusciato ne apporta 6 milligrammi. Poiché il ferro è difficile da assimilare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/12/Cozze.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/12/Cozze.gif" alt="" title="Cozze" width="225" height="300" class="alignleft size-full wp-image-3902" /></a>Se siamo abituati a pensare che il ferro, utile per combattere l&#8217;anemia, si trovi solo nelle bistecche e nelle verdure verdi, ci sbaliamo! Se ne trova parecchio anche nei molluschi. Le cozze, ad esempio, sono una piccola miniera di questo minerale: un etto sgusciato ne apporta 6 milligrammi. Poiché il <strong>ferro</strong> è difficile da assimilare, per aumentarne l&#8217;assorbimento, conviene servire le cozze con un&#8217;insalata di peperoni, condita con olio e succo di limone. La vitamina C fa infatti da catalizzatore per l&#8217;assorbimento. Le cozze contengono anche <strong>calcio</strong>, <strong>fosforo</strong>, <strong>potassio</strong> e molto <strong>sodio</strong>: per questo il loro consumo è sconsigliabile agli ipertesi e a chi soffre di ritenzione idrica.</p>
<p>L&#8217;unica cosa da raccomandare è quella di acquistare cozze provenienti da acque pulite: infatti, questi molluschi hanno una straordinaria capacità di filtrare l&#8217;acqua trattenendo alcuni batteri dannosi per l&#8217;uomo. Per questo, le cozze di qualità vengono fatte stabulare dai commercianti per qualche giorno in acqua e sale, in modo da spurgarsi perfettamente. Si consiglia sempre di comprare solo cozze in confezioni sigillate (reticelle) e con opportuno certificato di garanzia. In frigorifero si conservano meglio se avvolte ben strette in un canovaccio, in modo da non perdere umidità.</p>
<p>Per pulire perfettamente le cozze occorre spazzolarle con cura eliminando ogni impurità sulla conchiglia sotto il getto dell&#8217;acqua fresca e lasciarle ancora in acqua salata per 30 minuti, meglio se appoggiate sopra una griglia distaccata dal fondo del contenitore, in modo che la sabbia possa cadere. Per aprirle meglio durante la cottura, bisogna invece sistemarle in un sacchetto di plastica e metterle in freezer per qualche minuto. Poi si trasferiscono in una pentola o in una capace padella e si cucinano come si preferisce. Noi consigliamo di aggiungere poco olio, aglio e vino bianco, fino a quando le valve si aprono spontaneamente. Da eliminare le cozze rimaste chiuse. Invece il liquido di cottura deve essere filtrato per eliminare la sabbia e in questo modo può diventare un prezioso ingrediente di una salsa di accompagnamento.</p>
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