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	<title>solofornelli.it &#187; Cucina etnica</title>
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	<description>il blog per chi cucina</description>
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		<title>Ricetta: Torta di datteri (specialità tunisina)</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina etnica]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo i makroud, specialità della pasticceria tunisina che da sola vale un viaggio in questa splendida terra, oggi vi presentiamo un&#8217;altra torta a base di datteri, adatta anche ai celiaci perché priva di farina di frumento. In un robot da cucina tritare finemente 300 grammi di datteri snocciolati e 150 grammi di mandorle dolci pelate. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/02/Torta_di-datteri.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/02/Torta_di-datteri.gif" alt="" title="Torta_di-datteri" width="300" height="264" class="alignleft size-full wp-image-4076" /></a>Dopo i <em><a href="http://www.solofornelli.it/31082008/ricetta-i-makroud-dolci-tunisini-di-semolino-e-datteri/" target="_blank">makroud</a></em>, specialità della pasticceria tunisina che da sola vale un viaggio in questa splendida terra, oggi vi presentiamo un&#8217;altra torta a base di datteri, adatta anche ai celiaci perché priva di farina di frumento.</p>
<p>In un robot da cucina tritare finemente <strong>300 grammi di datteri snocciolati</strong> e <strong>150 grammi di mandorle dolci pelate</strong>. Aggiungere un pizzico di <strong>sale</strong>, <strong>200 grammi di zucchero</strong> e <strong>3 albumi</strong> (non sbattuti). Mescolare bene l&#8217;impasto con un cucchiaio di legno e poi versarlo in una tortiera foderata di carta da forno unta con <strong>1 cucchiaino di olio di mandorle</strong>. Infornare a 160° C per 40 minuti. Lasciare raffreddare la torta e servirla spolverizzata con <strong>zucchero vanigliato</strong>. </p>
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		<title>Ricetta: Couscous al pollo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 07:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La parola cous-cous (spesso italianizzata in cuscus) fa subito pensare alle dune del deserto nordafricano e magari a una vacanza in un luogo da sogno. In realtà, questo piatto (a base di semola di grano duro macinata grossa, lavorata con le dita e cotta a vapore) nel tempo ha avvicinato culture diverse, passando i confini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/cous-cous-pollo.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/cous-cous-pollo.gif" alt="" title="cous-cous-pollo" width="269" height="244" class="alignleft size-full wp-image-4047" /></a>La parola <em>cous-cous</em> (spesso italianizzata in <em>cuscus</em>) fa subito pensare alle dune del deserto nordafricano e magari a una vacanza in un luogo da sogno. In realtà, questo piatto (a base di semola di grano duro macinata grossa, lavorata con le dita e cotta a vapore) nel tempo ha avvicinato culture diverse, passando i confini del Maghreb e del Medio Oriente per arrivare nella Sicilia orientale (soprattutto nella provincia di Trapani &#8211; a <a href="http://www.solotravel.it/13092011/spiagge-ecologiche-e-festival-del-cous-cous-a-san-vito-lo-capo/" target="_blank">San Vito Lo Capo</a> si svolge ogni anno il Festival del Cous-cous), ma anche in Sardegna (specie sull&#8217;<a href="http://www.solotravel.it/10062009/lisola-di-san-pietro-in-sardegna-dove-il-mediterraneo-e-piu-intenso/" target="_blank">Isola di San Pietro</a>). A Roma, a Firenze e a Venezia è stato introdotto dalle comunità ebraiche o dalle comunità italiane emigrate in Libia. Insieme alla semola, il piatto è sempre costituito da uno spezzatino, che può essere di montone, di pesce, di pollo, di verdure. Il tutto accompagnato da salse gustose. Nel nostro database ci sono già vari tipi di couscous, e non vi sarà difficile trovarli anche qui sotto negli articoli analoghi, ma oggi andiamo con la ricetta in cui prevale il gusto del pollo con quello dei peperoni.</p>
<p>Preparare <strong>300 grammi di semola a grana grossa</strong> bagnandola con poca acqua, strofinandola con le mani per togliere i grumi e poi farla cuocere a vapore con <strong>acqua salata</strong> nell&#8217;apposita pentola. Quando sarà cotta, tenerla in caldo in una zuppiera. Intanto, cuocere al dente <strong>200 grammi di ceci secchi</strong> precedentemente ammollati per 12 ore. Fiammeggiare, pulire e tagliare in pezzi di media grandezza <strong>1 pollo di circa 1,2 chilogrammi</strong>. Infarinare leggermente i pezzi e farli rosolare in <strong>50 grammi di burro</strong> e <strong>4 cucchiai di olio extravergine d&#8217;oliva</strong> per 10 minuti. Aggiungere <strong>3 peperoni</strong> tagliati a strisce larghe, <strong>3 carciofi</strong> tagliati a spicchi, <strong>4 pomodori</strong> maturi tagliati a pezzi, <strong>4 zucchine</strong> tagliate a pezzi, <strong>1/2 peperoncino</strong> finemente affettato, <strong>1 mazzetto di erbe aromatiche miste</strong>, <strong>sale</strong> e <strong>pepe</strong>. Lasciare rosolare per 10 minuti, poi aggiungere i ceci e, poco alla volta <strong>1/2 litro di brodo di pollo</strong>. Cuocere a fuoco moderato finché carne e verdure non sono tenere. Servire semola e condimento in piatti di portata separati.</p>
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		<title>Il sale nero e il sale rosa dell&#8217;Himalaya: un regalo per veri gourmet</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 07:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi crede che il sale sia più o meno tutto uguale in ogni parte del mondo, si sbaglia. In Asia esistono almeno due straordinari tipi di sale colorato che possono aggiungere un tocco raffinatissimo ai vostri piatti: * Il primo si chiama in hindi e in urdo kala namak, cioè &#8216;sale nero&#8217;: infatti, prima di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/12/sale_nero_sale_rosa.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/12/sale_nero_sale_rosa.gif" alt="" title="sale_nero_sale_rosa" width="300" height="204" class="alignleft size-full wp-image-3836" /></a>Chi crede che il sale sia più o meno tutto uguale in ogni parte del mondo, si sbaglia. In Asia esistono almeno due straordinari tipi di sale colorato che possono aggiungere un tocco raffinatissimo ai vostri piatti:<br />
* Il primo si chiama in hindi e in urdo <em>kala namak</em>, cioè &#8216;sale nero&#8217;: infatti, prima di essere macinato si presenta sotto forma di cristalli violacei o neri. Ma quando è ridotto in polvere assume il magnifico colore rosa che vedete nell&#8217;immagine. Infatti è costituito da cloruro di sodio a cui si aggiungono tracce di solfato di sodio, solfuro di ferro e solfuro di idrogeno. Questi minerali gli conferiscono un particolare profumo di minerale di zolfo &#8211; che ricorda l&#8217;odore e il sapore del tuorlo d&#8217;uovo rassodato. Nonostante il primo impatto, dovete credere a noi: un pizzico di sale nero è gradevolissimo nello yogurt, sulla frutta dolce come il melone, il cocomero, le arance e il mango, così come su pietanze salate come il tofu e qualunque altro piatto della tradizione indiana &#8211; sempre aggiunto alla fine della cottura. Oltre al suo eccezionale gusto, possiede anche ottime proprietà nutrizionali: in India è infatti raccomandato per chi soffre di ipertensione o deve limitare l&#8217;apporto di sodio (questo sale non ne aumenta la concentrazione nel sangue). E&#8217; anche ottimo per curare dispepsia e fermentazioni intestinali.</p>
<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/12/sale-rosa-dell-himalaya.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/12/sale-rosa-dell-himalaya.gif" alt="" title="sale-rosa-dell-himalaya" width="266" height="300" class="alignright size-full wp-image-3835" /></a>* il sale rosa dell&#8217;Himalaya viene estratto ancora oggi a mano nelle antichissime miniere alle pendici dell&#8217;Himalaya. E&#8217; un salgemma dall&#8217;aspetto trasparente, ricchissimo di minerali preziosi come calcio, ferro, magnesio e potassio. Ha un aroma e un sapore molto fine delicato e una consistenza leggermente croccante che lo rende ideale per condire carpacci di carne o di pesce, oppure per le insalate o il pinzimonio.</p>
<p>Dove si possono trovare in Italia? Nei negozi più raffinati, oppure si può acquistare online, per esempio da <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=697&#038;u=6" target="_blank">Peck</a>, sotto la voce SALE.</p>
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		<title>Ricetta: Chili con carne alla messicana</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 07:23:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cos&#8217;è il chili? Semplicemente un peperoncino messicano, assai simile a quelli che sono coltivati sulle sponde del Mediterraneo. Nell&#8217;America centrale viene usato fresco (quando è ancora verde) per insaporire le tortillas e i piatti di carne; oppure essiccato, sia in polvere che a pezzetti da far rinvenire in acqua calda. Il chili con carne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/11/chili-con-carne.s600x600.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/11/chili-con-carne.s600x600.gif" alt="" title="chili-con-carne.s600x600" width="270" height="215" class="alignleft size-full wp-image-3795" /></a>Che cos&#8217;è il <em>chili</em>? Semplicemente un peperoncino messicano, assai simile a quelli che sono coltivati sulle sponde del Mediterraneo. Nell&#8217;America centrale viene usato fresco (quando è ancora verde) per insaporire le <em>tortillas</em> e i piatti di carne; oppure essiccato, sia in polvere che a pezzetti da far rinvenire in acqua calda. Il <em>chili con carne</em> è una ricetta con molte varianti, tra cui quella statunitense, che non prevede l&#8217;uso dei fagioli. Noi preferiamo andare alle origini per un gusto più vero. La quantità di chili può anche essere ridotta, però il piatto <em>deve</em> essere piccante.</p>
<p>Scaldare in una casseruola <strong>3 cucchiai di olio</strong> e farvi rosolare <strong>1 grossa cipolla</strong> tritata finemente e <strong>1 spicchio di aglio</strong> schiacciato. Quando la cipolla è dorata, eliminare l&#8217;aglio e unire <strong>500 grammi di polpa di manzo tritata</strong>, mescolare a fuoco vivo finché non è ben rosolata. Condire la carne con <strong>1 cucchiaino di chili in polvere</strong>, <strong>1 pizzico di semi di comino</strong>, <strong>sale</strong> e <strong>pepe</strong>. Mescolare bene, poi aggiungere <strong>400 grammi di pomodori pelati</strong>, privati dell&#8217;acqua e schiacciati grossolanamente. Infine aggiungere <strong>1 cucchiaio di farina</strong> sciolta in poca <strong>acqua</strong>. Fare sobbollire la carne, con la casseruola coperta, per almeno un&#8217;ora. Unire <strong>40 grammi di fagioli borlotti</strong> in scatola e lasciare cuocere per ancora 15 minuti: il composto deve risultare piuttosto denso. Servire con <strong>riso</strong> bollito o <strong>patate lesse</strong>.</p>
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		<title>Ricetta: Budino di semolino dolce alla greca (halvà)</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 06:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel Medio Oriente, nei Balcani e nel subcontinente indiano esiste una antica tradizione di dolci fatti con il semolino. A seconda delle lingue si chiamano halva, halwa, halawa, xalwo, haleweh, ħelwa, halvah, halava, helava, helva, aluva, chalva, ma sono tutti termini che derivano dall&#8217;arabo halwa, che significa &#8220;dolce&#8221;. Si tenga presente che lo stesso termine, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/07/Halva.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/07/Halva-300x220.gif" alt="" title="Halva" width="300" height="220" class="alignleft size-medium wp-image-3453" /></a>Nel Medio Oriente, nei Balcani e nel subcontinente indiano esiste una antica tradizione di dolci fatti con il semolino. A seconda delle lingue si chiamano <em>halva</em>, <em>halwa</em>, <em>halawa</em>, <em>xalwo</em>, <em>haleweh</em>, <em>ħelwa</em>, <em>halvah</em>, <em>halav</em>a, <em>helava</em>, <em>helva</em>, <em>aluva</em>, <em>chalva</em>, ma sono tutti termini che derivano dall&#8217;arabo <em>halwa</em>, che significa &#8220;dolce&#8221;. Si tenga presente che lo stesso termine, oltre che dolci preparati con farine, indica quelli a base di pasta di sesamo. Questo è il modo in cui il budino al semolino si prepara in Grecia. Se siete fortunati, quest&#8217;estate lo gusterete sul posto!</p>
<p>Lasciare <strong>10-12 mandorle </strong>in <strong>acqua</strong> bollente per qualche minuto, poi pelarle, asciugarle e farle rosolare leggermente in un tegame con poco burro. Poi togliere le mandorle e aggiungere altri <strong>60 grammi di burro</strong>, scaldarlo bene e versare <strong>120 grammi di semolino</strong> a pioggia. Aggiungere anche le mandorle e continuare a rimestare con un cucchiaio di legno finché il semolino non sarà dorato. Intanto, sciogliere <strong>150 grammi di zucchero</strong> in <strong>2,5 decilitri di latte</strong> bollente e poi versarlo il liquido poco per volta nel semolino. Portare il composto a ebollizione, abbassare il fuoco e lasciare cuocere a fuoco medio per circa 20 minuti. Sistemare poi il composto in uno stampo per budino oppure in ciotoline. Spolverizzate con <strong>cannella</strong> prima di servire. </p>
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		<title>Ricetta: I blinis (specialità russa)</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 08:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
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		<description><![CDATA[I blinis o bliny sono una preparazione molto simile a quella delle nostre crespelle e delle crêpes francesi e dei pancake anglosassoni, ovvero delle frittatine morbide e sottilissime preparate in padelle appena unte di grasso. Sono deliziose se presentata in tavola già farcite con ripieni dolci (zucchero, marmellata, ricotta, frutta sciroppata) o salati (carne trita, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/07/blinis.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/07/blinis.gif" alt="" title="blinis" width="300" height="199" class="alignleft size-full wp-image-3411" /></a>I <strong>blinis</strong> o <strong>bliny</strong> sono una preparazione molto simile a quella delle nostre crespelle e delle <em>crêpes</em> francesi e dei <em>pancake</em> anglosassoni, ovvero delle frittatine morbide e sottilissime preparate in padelle appena unte di grasso. Sono deliziose se presentata in tavola già farcite con ripieni dolci (zucchero, marmellata, ricotta, frutta sciroppata) o salati (carne trita, fegato, prosciutto, salmone affumicato o caviale) e piegate in quattro. Ma in Russia l&#8217;accompagnamento più tipico è quello con panna acida (<em>smetana</em>) che si ottiene mescolando panna e succo di limone nella proporzione di 25 delicitri a 2 cucchiai rispettivamente. Si formano dei millefoglie di blinis caldi e cucchiaiate di panna acida, che vengono poi passati in forno per 5-6 minuti e serviti immediatamente. Vediamo comunque la preparazione base:</p>
<p>Rompere <strong>1 uovo</strong> in una terrina e sbatterlo con una frusta insieme a un pizzico di <strong>sale</strong>, <strong>1 bicchiere di farina bianca</strong> (oppure farina di grano saraceno) e <strong>2 bicchieri di latte</strong> a temperatura ambiente, fatto scendere a filo sull&#8217;impasto. Mescolare finché il composto non è liscio e cremoso. Mettere sul fornello a fuoco medio una padella dal diametro di 20 centimetri e ungere il fondo con poco <strong>burro</strong> fuso (per comodità si può usare un pennello). Quando la piastra è calda, versare un cucchiaio abbondante del composto facendolo scorrere uniformemente su tutta la superficie. Aspettare che la superficie superiore sia rappresa (non voltare) e fare scivolare la crespella su un piatto rotondo di servizio precedentemente riscaldato. Coprire con un disco di carta oleata spennellata con <strong>burro</strong> fuso e continuare a preparare dischi di pasta alternandoli alla carta. Farcire a piacere, ripiegare in quattro parti e servire.</p>
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		<title>Ricetta: Riso alla greca all&#8217;avgolemono</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 06:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;avgolemono è una tipica zuppa o salsa che completa numerosi piatti della cucina ellenica. Il suo nome deriva dalle parole avgo + lemono, uovo + limone: si tratta infatti di una sorta di maionese, ma senza aggiunta di ulteriori grassi a parte quelli del tuorlo. In questa ricetta la si aggiunge al riso caldo. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/06/avgolemono.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/06/avgolemono.gif" alt="" title="avgolemono" width="201" height="300" class="alignleft size-full wp-image-3376" /></a>L&#8217;<em>avgolemono</em> è una tipica zuppa o salsa che completa numerosi piatti della cucina ellenica. Il suo nome deriva dalle parole <em>avgo</em> + <em>lemono</em>, uovo + limone: si tratta infatti di una sorta di maionese, ma senza aggiunta di ulteriori grassi a parte quelli del tuorlo. In questa ricetta la si aggiunge al riso caldo. Per comodità, prendiamo una tazzina come unità di misura.</p>
<p>Cuocere <strong>6 tazzine di riso</strong> in <strong>10-11 tazzine di brodo di pollo</strong> bollente fino a quando il liquido non sarà tutto asciugato (dovrebbero bastare 7-8 minuti e comunque il riso dovrà risultare al dente). Abbassare il fuoco e aggiungere <strong>2 noci di burro</strong>, <strong>1/2 dado di pollo</strong> sciolto in poca <strong>acqua</strong>, e poco <strong>sale</strong>. Avvolgere il coperchio in un canovaccio di tela o lino bagnato con acqua e strizzato e farlo aderire alla pentola piegando i lembi del telo verso l&#8217;alto. Lasciare che il riso asciughi bene sul fuoco estremamente basso per 15-20 minuti: alla fine i chicchi devono essere bene asciutti e divisi tra loro. Intanto preparare l&#8217;avgolemono sbattendo <strong>4 uova</strong> con <strong>3 cucchiai di acqua</strong> fino a renderle spumose, diluirle poi con il succo di <strong>2 limoni medi</strong>, facendo molta attenzione a non formare grumi, aggiungere anche una punta di <strong>noce moscata</strong> e un pizzico di <strong>sale</strong>. Mettere la salsa in una terrina larga e bassa, versare il riso poco per volta nel contenitore, mescolando delicatamente alla salsa e servire dopo qualche minuto.</p>
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		<title>Ricetta: Guacamole messicano</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 06:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina etnica]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[Salse e intingoli]]></category>
		<category><![CDATA[Senza glutine]]></category>
		<category><![CDATA[Senza lattosio]]></category>
		<category><![CDATA[guacamole]]></category>

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		<description><![CDATA[Via, oggi siamo in vena di volare, vi portiamo in Messico, con questa piccante specialità a base di avocado. In realtà, in Messico il sapore sarebbe forse ben più piccante di quanto non risulta con le dosi da noi suggerite, però il nostro stomaco non è altrettanto abituato, perciò cuidado, come direbbero loro! Questo intingolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/06/Guacamole.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/06/Guacamole.gif" alt="" title="Guacamole" width="280" height="280" class="alignleft size-full wp-image-3336" /></a>Via, oggi siamo in vena di volare, vi portiamo in Messico, con questa piccante specialità a base di avocado. In realtà, in Messico il sapore sarebbe forse ben più piccante di quanto non risulta con le dosi da noi suggerite, però il nostro stomaco non è altrettanto abituato, perciò <em>cuidado</em>, come direbbero loro! Questo intingolo è perfetto per accompagnare patatine, pane abbrustolito, cracker o &#8211; meglio ancora &#8211; chips di mais.</p>
<p>Dividere a metà <strong>2 avocadi di media misura</strong>, ben lavati e asciugati. Eliminare il nocciolo e passare la polpa al passaverdure o al setaccio. Unire il succo di <strong>1 limone</strong>, <strong>1/2 cucchiaino di chili in polvere</strong>, <strong>1 goccia di salsa Tabasco</strong>, <strong>30 grammi di bianco di porro</strong> tritato finemente. Lavorare bene per ottenere una crema densa e omogenea.</p>
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		<title>Ricetta: Frittelle turche</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 07:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina etnica]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[frittelle]]></category>
		<category><![CDATA[turche]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo ancora due giorni per festeggiare il carnevale (a meno che non abitiamo a Milano, dove viene concesso qualche giorno in più per via del Carnevale Ambrosiano) e possiamo fare felici grandi e piccini con queste frittelle di &#8220;sapor mediorientale&#8221;, che sicuramente vedrete divorare sotto i vostri occhi, soprattutto se le servite calde! Impastare 1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/03/Frittelle.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/03/Frittelle.gif" alt="" title="Frittelle" width="300" height="240" class="alignleft size-full wp-image-3020" /></a>Abbiamo ancora due giorni per festeggiare il carnevale (a meno che non abitiamo a Milano, dove viene concesso qualche giorno in più per via del Carnevale Ambrosiano) e possiamo fare felici grandi e piccini con queste frittelle di &#8220;sapor mediorientale&#8221;, che sicuramente vedrete divorare sotto i vostri occhi, soprattutto se le servite calde!</p>
<p>Impastare <strong>1 bicchiere di farina</strong>, <strong>1 bicchiere di acqua</strong>, <strong>1/2 cubetto di lievito di birra</strong>, <strong>1 cucchiaio di zucchero</strong> e <strong>1 cucchiaino di sale</strong>. Lasciare lievitare il composto per almeno un&#8217;ora (ma anche due vanno bene). Poi, quando l&#8217;<strong>olio per la frittura</strong> profonda è caldo, ungersi le mani con olio di oliva, prendere un pezzettino della pasta, allargarlo e spianarlo un po&#8217; con le mani e lasciarlo cadere nella friggitrice. Girare le frittelle e, non appena sono dorate, scolarle con l&#8217;apposito attrezzo chiamato &#8220;ragno&#8221;, posarle su carta assorbente da cucina e spolverarle con <strong>zucchero semolato</strong>.</p>
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		<title>Ricetta: Samosa di verdura (specialità indiana)</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 08:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina etnica]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[samosa]]></category>

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		<description><![CDATA[I samosa sono dei fagottini vegetariani fritti, uno spuntino o un antipasto molto popolare in India, che si mangia anche per strada. Assolutamente da provare in un ristorante indiano e, con un po&#8217; di pazienza, anche a casa propria! Lessare in acqua bollente salata 2 patate, sbucciarle e passarle. A parte lessare 3 cucchiai di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2010/11/samosa_di_verdura.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2721" title="samosa_di_verdura" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2010/11/samosa_di_verdura.gif" alt="" width="300" height="224" /></a>I <em>samosa </em>sono dei fagottini vegetariani fritti, uno spuntino o un antipasto molto popolare in India, che si mangia anche per strada. Assolutamente da provare in un ristorante indiano e, con un po&#8217; di pazienza, anche a casa propria!</p>
<p>Lessare in acqua bollente salata <strong>2 patate</strong>, sbucciarle e passarle. A parte lessare <strong>3 cucchiai di piselli</strong>. Unirli alle patate, aggiungere un pizzico di <strong>sale</strong>. Rosolare<strong> 1/2 cipolla</strong> e <strong>1 spicchio d&#8217;aglio </strong>tritati in poco <strong>olio</strong>, unire <strong>1/2 cucchiaio di peperoncino</strong> e lasciare colorire il soffritto, poi unirlo al composto di patate e lasciare raffreddare.</p>
<p>Impastare <strong>200 grammi di farina bianca</strong> con un pizzico di <strong>sale</strong>, <strong>1/2 bicchiere di acqua</strong> e <strong>1 cucchiaio di olio</strong>, fino a ottenere una pasta morbida: stenderla col mattarello su una spianatoia infarinata e ricavarne una sfoglia abbastanza sottile, da cui ritagliare dei quadrati di pasta di circa 10 cm di lato. Disporre al centro dei quadrati un cucchiaino abbondante di ripieno e chiudere il fagottino diagonalmente a triangolo, sigillando i bordi con le dita umide. Friggere i fagottini in<strong> olio </strong>bollente e servire subito.</p>
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