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	<title>solofornelli.it &#187; Formaggi</title>
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		<title>Crescenza o stracchino, due nomi diversi per lo stesso squisito formaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 07:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra i vanti della tradizione casearia lombarda c&#8217;è sicuramente la crescenza, anche detta stracchino. Il primo nome deriva dalla forma squadrata e priva di crosta del formaggio, simile a certe focacce dette carsenze. Il secondo invece è dovuto al fatto che originariamente il formaggio era prodotto col latte di mucche stracche, cioè stanche perché dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/Crescenza.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/Crescenza.gif" alt="" title="Crescenza" width="300" height="253" class="alignleft size-full wp-image-3966" /></a>Tra i vanti della tradizione casearia lombarda c&#8217;è sicuramente la <strong>crescenza</strong>, anche detta <strong>stracchino</strong>. Il primo nome deriva dalla forma squadrata e priva di crosta del formaggio, simile a certe focacce dette <em>carsenze</em>. Il secondo invece è dovuto al fatto che originariamente il formaggio era prodotto col latte di mucche <em>stracche</em>, cioè stanche perché dopo aver trascorso i mesi estivi sui pascoli alpini, avevano percorso la strada che le portava in pianura nella zona di Gorgonzola.</p>
<p>La crescenza è un formaggio di origini molto antiche (le prime testimonianze di produzione risalgono addirittura al XIII secolo). Un cacio molle, semigrasso, ricavato da latte vaccino intero freschissimo con aggiunta di fermenti lattici e di caglio. Ha una pasta di colore bianco avorio, umida e burrosa e un sapore tenue. In alcune zone lo si preferisce più compatto e consistente, ma c&#8217;è anche chi lo ama colante. Un formaggio <strong>discretamente digeribile</strong>, perché contiene una percentuale relativamente bassa di <strong>grassi</strong> (<strong>45-50%</strong>), <strong>247 Kcal per 100 grammi</strong>, una buona quantità di <strong>vitamina A</strong>, <strong>vitamine B e C</strong>, <strong>calcio</strong>, <strong>fosforo</strong> e <strong>ferro</strong>.</p>
<p>La crescenza deve essere consumata subita perché invecchiando (anche se tenuta in frigorifero), inacidisce, acquista un sapore amarognolo o si copre di una crosta che indica l&#8217;eccessiva proliferazione di lieviti. </p>
<p>Ottima con le verdure di stagione, crude o cotte (soprattutto i fagiolini e peperoni), è anche ideale come condimento di tortini, focacce salate (come la <a href="http://www.solofornelli.it/20052009/ricetta-la-focaccia-al-formaggio/" target="_blank">focaccia al formaggio</a> ligure) e pizze, oltre che spalmata su crostini e canapé e avvolta in caramelle di bresaola. </p>
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		<title>Formaggi di capra e caprini: non sempre sono la stessa cosa</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 08:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La logica vorrebbe che quando un formaggio viene definito &#8220;caprino&#8221; fosse prodotto con latte di capra. Invece, sul mercato italiano, specialmente in Lombardia, per caprino si intendo un formaggio freschissimo e spalmabile, prodotto con latte vaccino e avvolto in carta pergamena. Si tratta di solito di formaggi a cui sono stati aggiunti fermenti lattici nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/10/Formaggio_dI_capra.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/10/Formaggio_dI_capra.gif" alt="" title="Formaggio_dI_capra" width="300" height="225" class="alignleft size-full wp-image-3707" /></a>La logica vorrebbe che quando un formaggio viene definito &#8220;caprino&#8221; fosse prodotto con latte di capra. Invece, sul mercato italiano, specialmente in Lombardia, per caprino si intendo un formaggio freschissimo e spalmabile, prodotto con latte vaccino e avvolto in carta pergamena. Si tratta di solito di formaggi a cui sono stati aggiunti fermenti lattici nella lavorazione e ad alto contenuto di grasso. Il nome fuorviante è rimasto dai tempi in cui si utilizzava effettivamente il latte di capra per la sua produzione. Poco male, basta saperlo.</p>
<p>Ciò non toglie che sia da promuovere sempre di più la sana abitudine di consumare formaggi di capra. E&#8217; un ritorno alle sane abitudini antiche e un&#8217;ottima idea perché il latte di capra ha caratteristiche peculiari, tra cui una composizione chimica più simile a quella del latte umano che lo rende assai più <strong>digeribile</strong> del latte vaccino e meno allergenico per molte persone, anche se non per tutti. </p>
<p>Ha inoltre un elevato contenuto di <strong>calcio</strong>, <strong>sali minerali</strong> e <strong>vitamine</strong>. E&#8217; vero che contiene una quantità di grassi maggiore rispetto al latte vaccino, ma di qualità diversa, più digeribili, più ricchi di <strong>Omega3</strong> e <strong>Omega 6</strong>.</p>
<p>Esistono moltissimi tipi di formaggi di capra: quelli a pasta fresca, di piccola pezzatura, con un sapore acidulo che ricorda un po&#8217; lo yogurt. Devono essere consumati rapidamente. I caprini a pasta molle (simili a caciotta e stracchino), quelli a pasta dura (come formaggella), con forme di grandi dimensioni e stagionatura oltre i due mesi.</p>
<p>Per quanto riguarda gli abbinamenti, a noi piacciono particolarmente i formaggi di capra con la mostarda dolce di mele, per farcire il sedano oppure con un pane al lardo. Quando servite un piatto di formaggi ricordate che la degustazione ottimale è quella che si fa ponendoli su un piatto e andando in senso orario, dal meno forte al più intenso nel sapore.</p>
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		<title>Ricetta: Torta al gruyère</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 11:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il gruyère è uno dei formaggi svizzeri DOP più noti in assoluto. Non bisogna confonderlo con quello che in Italia definiamo groviera, che in realtà è formaggio emmental. Il suo nome deriva dall&#8217;omonima regione nei pressi di Friburgo in cui viene prodotto. Si tratta di un formaggio di latte vaccino, a pasta dura, che può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/10/Torta_al_gruyere.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/10/Torta_al_gruyere.gif" alt="" title="Torta_al_gruyere" width="267" height="198" class="alignleft size-full wp-image-3667" /></a>Il <em><strong>gruyère</strong></em> è uno dei formaggi svizzeri DOP più noti in assoluto. Non bisogna confonderlo con quello che in Italia definiamo <em>groviera</em>, che in realtà è formaggio emmental. Il suo nome deriva dall&#8217;omonima regione nei pressi di Friburgo in cui viene prodotto.</p>
<p>Si tratta di un formaggio di latte vaccino, a pasta dura, che può essere stagionato per un periodo variabile tra i 5 e i 12 mesi, durante i quali diviene sempre più piccante. La pasta è gialla, elastica e compatta, con piccole occhiature. Poiché fonde facilmente, senza eccessivi odori, il gruyère è adatto per la <em>fondue</em>, oltre che per torte salate e frittelle. Una recente originale campagna promozionale lo pubblicizza come &#8220;un formaggio che ti calma&#8221;. Ve ne proponiamo un video che ne esalta le proprietà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="ebuzzing_box"><script type="text/javascript" src="http://www.ebuzzing.it/player_blog/player.php?parametre=492665"></script><a class="wikio-widget-ebmini" href="http://www.ebuzzing.it" rel="nofollow">Viral video by ebuzzing</a><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="http://www.ebuzzing.it/player_blog/js/mini_share.php"></script></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>E poi ve lo raccomandiamo in questa ricetta di torta al gruyère, che può costituire un eccellente primo piatto.</p>
<p>Preparare una pasta brisée setacciando sulla spianatoia <strong>150 grammi di farina bianca</strong> con un po&#8217; di <strong>sale</strong>. Formare una fontana e mettervi al centro <strong>75 grammi di burro</strong> ammorbidito e spezzettato, impastandolo con la farina in maniera da formare un impasto a briciole. Unire poi <strong>3 cucchiai di acqua ghiacciata</strong> e impastare rapidamente per amalgamare gli ingredienti. Formare una palla con l&#8217;impasto, avvolgerlo in un canovaccio infarinato e lasciarlo riposare in frigorifero per circa un&#8217;ora. Intanto preparare il ripieno stemperando in una ciotola <strong>1 cucchiaio di farina</strong> con <strong>1/2 bicchiere di latte</strong>, <strong>1/2 bicchiere di panna liquida</strong>, <strong>100 grammi di parmigiano grattugiato</strong>, <strong>100 grammi di gruyère</strong> a dadini, <strong>sale</strong>, <strong>pepe</strong>, <strong>2 uova</strong> sbattute. Mescolare molto bene. Stendere con il matterello una sfoglia spessa circa 1 centimetro e foderare con questa una teglia unta con <strong>burro</strong>. Versare il ripieno nella teglia, distribuirlo in maniera uniforme e passare la teglia in forno caldo a 180° C per 40 minuti. Servire la torta tiepida.</p>
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		<title>Formaggio Asiago DOP: fresco o stagionato, è sempre delizioso</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 06:31:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prende il nome dall&#8217;omonimo comune dell&#8217;Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza, questo delizioso formaggio di latte vaccino a denominazione di origine protetta (DOP) di antichissima tradizione. Viene prodotto in un&#8217;area ben definita che include quattro province del Triveneto: Vicenza, Padova, Treviso e Trento. Di questa eccellenza alimentare italiana esistono due varietà: * l&#8217;Asiago d&#8217;allevo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/06/Asiago.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/06/Asiago.gif" alt="" title="Asiago" width="300" height="100" class="alignleft size-full wp-image-3403" /></a>Prende il nome dall&#8217;omonimo comune dell&#8217;Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza, questo delizioso formaggio di latte vaccino a denominazione di origine protetta (DOP) di antichissima tradizione. Viene prodotto in un&#8217;area ben definita che include quattro province del Triveneto: Vicenza, Padova, Treviso e Trento. </p>
<p>Di questa eccellenza alimentare italiana esistono due varietà:<br />
* l&#8217;Asiago <strong>d&#8217;allevo</strong>, con sapore intenso e sottoposto stagionatura dai 3 ai 24 mesi, più magro e digeribile (33% di grassi); nei primi mesi il suo colore è paglierino, ma con il procedere della stagionatura diventa sempre più ambrato, mentre il sapore si fa più intenso e piccante. Dopo i 12 mesi di stagionatura può essere grattugiato.<br />
* l&#8217;Asiago <strong>pressato</strong>, stagionato da 20 giorni a 6 mesi, dal gusto dolce e delicato, ma più grasso (44% di grassi). Ha una pasta bianca tendente al paglierino con consistenza burrosa e molte occhiature, un profumo di latte appena munto.</p>
<p>Come usare l&#8217;Asiago in cucina? E&#8217; il formaggio ideale per preparare un antipasto in un quarto d&#8217;ora: per esempio, lo si può ridurre a scaglie per accompagnare la bresaola in uno squisito carpaccio. Oppure usarlo insieme a spinaci o erbette saltate per farcire una focaccia caldissima. Va bene anche come condimento per i <a href="http://www.solofornelli.it/03122007/ricetta-pizzoccheri/">pizzoccheri</a> della Valtellina.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;abbinamento con i vini, per l&#8217;Asiago fresco sono adatti vini delicati, bianchi o rosati morbidi e spumanti secchi serviti alla temperatura di 7-8°C (Soave, Vernaccia di San Gimignano, Biferno Rosato, Franciacorta Spumante Brut). Per l&#8217;Asiago stagionato la scelta deve cadere su vini più strutturati come Cannonau, Cabernet Colli Berici, Rosso Breganze, Colli del Trasimeno rosso, Solopaca.</p>
<p>[foto: Consorzio Tutela Formaggio Asiago]</p>
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		<title>Ricetta: Parmigiana di zucchine e mozzarella</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 06:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ha molto a che vedere con la parmigiana di melanzane, questa proposta che potrebbe anche essere chiamata &#8220;millefoglie di zucchine e mozzarella&#8221;. Questa preparazione va bene sia come antipasto che come secondo piatto. Invece che preparare una pirofila grande da tagliare a cubetti, potete anche optare per quattro-cinque pirofile piccole, guarnite con foglioline di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/06/Zucchine.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/06/Zucchine.gif" alt="" title="Zucchine" width="270" height="203" class="alignleft size-full wp-image-3309" /></a>Non ha molto a che vedere con la parmigiana di melanzane, questa proposta che potrebbe anche essere chiamata &#8220;millefoglie di zucchine e mozzarella&#8221;. Questa preparazione va bene sia come antipasto che come secondo piatto. Invece che preparare una pirofila grande da tagliare a cubetti, potete anche optare per quattro-cinque pirofile piccole, guarnite con foglioline di basilico e pomodorini a spicchi.</p>
<p>Prendere <strong>500 grammi di zucchine</strong> a affettarle a nastri sottili con una mandolina. Affettare sottilmente anche <strong>100 grammi di mozzarella</strong>. Macinare finemente <strong>100 grammi di pancarrè</strong> con <strong>2 cucchiai di trito aromatico</strong> composto da <strong>prezzemolo, basilico e aglio</strong>. Aggiungere alla panure così formata anche <strong>sale</strong> e <strong>pepe</strong>. Ungere d&#8217;<strong>olio extravergine d&#8217;oliva</strong> una pirofila rettangolare non troppo grande e alternare a strati gli ingredienti (zucchine, mozzarella, panure e <strong>100 grammi di parmigiano grattugiato</strong>, facendo in modo che l&#8217;ultimo strato sia coperto di pangrattato e parmigiano. Irrorare la teglia con un filo d&#8217;<strong>olio</strong>, poi metterla in forno a 200° C per 20 minuti circa. Lasciare riposare la parmigiana e servirla fredda.</p>
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		<title>Ricetta: La fonduta piemontese</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 05:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fonduta è uno dei piatti tipici della zona a cavallo tra Svizzera, Savoia francese, Val d&#8217;Aosta e Piemonte. Ne esistono infinite varianti, approntate con formaggi e ingredienti anche molto diversi tra loro. Quella che vi presentiamo oggi, gustata ieri sera con immensa soddisfazione per il nostro palato, è la fonduta piemontese, spesso servita come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2010/10/fonduta.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2596" title="fonduta" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2010/10/fonduta.gif" alt="" width="223" height="166" /></a>La fonduta è uno dei piatti tipici della zona a cavallo tra Svizzera, Savoia francese, Val d&#8217;Aosta e Piemonte. Ne esistono infinite varianti, approntate con formaggi e ingredienti anche molto diversi tra loro. Quella che vi presentiamo oggi, gustata ieri sera con immensa soddisfazione per il nostro palato, è la fonduta piemontese, spesso servita come antipasto, ma anche come accompagnamento per risotti o torte salate. Per le dosi, ci fidiamo di quanto suggerisce uno dei classici tra le pubblicazioni di Arcigola Slow Food, <a href="http://www.ibs.it/code/9788886283632/gambera-armando/ricette-di-osterie-di.html?shop=254"><em>Ricette di osterie di Langa</em></a>, un vero e proprio must per chi vuole cucinare alla langarola. Per chi non lo conoscesse, il <a href="http://www.formaggio.it/fontal.htm">fontal</a> è un formaggio di montagna molto simile alla fontina, ma più dolce e delicato.</p>
<p>Tagliare a dadini <strong>150 grammi di fontina valdostana</strong> e <strong>150 grammi di fontal</strong>. Coprirli con <strong>2 bicchieri di latte</strong> e lasciarli riposare per 6 ore a temperatura ambiente. Versare i formaggi e il latte in una casseruola piuttosto alta e stretta e fare fondere i formaggi a bagnomaria, mescolando con una piccola frusta. Appena sono sciolti, aggiungere <strong>4 tuorli d&#8217;uovo</strong> e cuocere ancora per 2 minuti, sempre rimestando. Togliere dal fuoco la crema e servirla calda, in scodelline di coccio (anche guarnita con scagliette di <strong>tartufo bianco</strong>).</p>
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		<title>La vera fontina è solo quella della Valle d&#8217;Aosta</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 06:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[valle d'aosta]]></category>

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		<description><![CDATA[La fontina è il formaggio tipico della Valle d&#8217;Aosta e viene prodotto in tutta la regione. E&#8217; classificato come formaggio a pasta molle, ovviamente di latte vaccino, e ha una percentuale di grassi del 28%. Il latte con cui è prodotto deve provenire obbligatoriamente da mucche di razze autoctone allevate in alpeggio, quali la pezzata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2010/09/fontina-gif.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2500" title="fontina gif" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2010/09/fontina-gif.gif" alt="" width="296" height="296" /></a>La <strong>fontina</strong> è il formaggio tipico della <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong> e viene prodotto in tutta la regione. E&#8217; classificato come formaggio a pasta molle, ovviamente di latte vaccino, e ha una percentuale di grassi del 28%.</p>
<p>Il latte con cui è prodotto deve provenire obbligatoriamente da mucche di razze autoctone allevate in alpeggio, quali la pezzata rossa valdostana, la pezzata nera e la castana. Appena munto, il latte crudo viene scaldato a 36° e addizionato con caglio di vitello. Lentamente la cagliata viene portata a 48° e continuamente mescolata. Le forme vengono pressate nelle fascere per mezza giornata circa e dopo essere state salate e rivoltate comincia la stagionatura, condotta in locali appositi, solitamente grotte naturali a temperatura costante (10/12°) e con un alto tasso di umidità (circa 85%). La stagionatura minima è di tre mesi e durante il primo mese le forme vengono salate e spazzolate a giorni alterni.</p>
<p>Secondo alcune fonti il nome deriverebbe dall&#8217;alpeggio di Fontin, nel territorio del comune di Quart, ma in realtà sono molti i toponimi che ricordano nomi simili a quello di questo formaggio. Vanta molti tentativi di imitazione e spesso sui banchi dei rivenditori vengono indicati come fontina formaggi che le assomigliano solo lontanamente: la vera fontina proviene solo dalla Valle d&#8217;Aosta e ha un sapore e un profumo particolarmente intensi.</p>
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		<title>Grana Padano, una fonte di energia senza pari</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 06:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Grana Padano è uno dei formaggi italiani più noti e apprezzati nel mondo. Un formaggio la cui produzione risale addirittura all&#8217;XI secolo e che deve il nome alla caratteristica struttura granulare della propria pasta. L&#8217;area di produzione, fin dai tempi medievali, copre diverse regioni del nord (Lombardia, Emilia Romagna e Veneto), fatto che in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2010/09/grana-gif.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2493" title="grana gif" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2010/09/grana-gif.gif" alt="" width="300" height="218" /></a>Il <strong>Grana Padano</strong> è uno dei formaggi italiani più noti e apprezzati nel mondo. Un formaggio la cui produzione risale addirittura all&#8217;XI secolo e che deve il nome alla caratteristica struttura granulare della propria pasta. L&#8217;area di produzione, fin dai tempi medievali, copre diverse regioni del nord (Lombardia, Emilia Romagna e Veneto), fatto che in passato aveva portato all&#8217;affermarsi di diverse varietà di Grana: Lodigiano, Emiliano, Lombardo, Veneto. Nel 1954 venne introdotta la denominazione d&#8217;origine che li raccolse tutti sotto la definizione Grana Padano.</p>
<p>Prodotto con latte parzialmente scremato, è un formaggio <strong>semigrasso</strong>, dal valore energetico inferiore a quello di molti altri formaggi, che tuttavia apportano molti meno nutrienti. Il Grana Padano si caratterizza infatti per un elevato apporto di <strong>proteine</strong> ad alto valore biologico e rappresenta un‘importante fonte di <strong>aminoacidi</strong> utili alle funzioni plastiche dell’organismo, soprattutto a livello muscolare. Si pensi che in 60 grammi di grana c’è la sostanza nutritiva di un litro di latte e che 100 grammi di questo formaggio equivalgono a oltre 160 di carne bovina.</p>
<p>Inoltre, il Grana Padano è una fonte molto significativa di <strong>calcio</strong>, <strong>iodio</strong>, <strong>magnesio</strong> e <strong>fosforo</strong>, senza contare la vitamina <strong>B12</strong> (50 grammi di Grana coprono più del 75% del fabbisogno quotidiano di un adulto, interessante per chi segue una dieta vegetariana). Infine, il Grana Padano è praticamente <strong>privo di lattosio</strong> e quindi può far parte della dieta delle persone intolleranti a questo zucchero del latte.</p>
<p>Il grana è apprezzato soprattutto giovane, quando la pasta è ancora dolce, tagliato a scaglie come aperitivo o a fine pasto, per esempio con pere, noci, uva e miele oppure semplicemente con un calice di Porto Ruby.</p>
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		<title>Taleggio, un nome recente per una storia antica</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 07:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[La produzione del formaggio Taleggio oggi, a dispetto del nome tradizionale, avviene in una zona molto più ampia della sola omonima Val Taleggio bergamasca. Oggi la DOP Taleggio abbraccia una gran parte della Lombardia (più precisamente le province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lodi, Milano, Pavia) e addirittura raggiunge le province di Novara e Treviso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2010/04/taleggio-gif.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2036" title="taleggio gif" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2010/04/taleggio-gif.gif" alt="" width="296" height="212" /></a>La produzione del formaggio <strong>Taleggio</strong> oggi, a dispetto del nome tradizionale, avviene in una zona molto più ampia della sola omonima Val Taleggio bergamasca. Oggi la DOP Taleggio abbraccia una gran parte della Lombardia (più precisamente le province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lodi, Milano, Pavia) e addirittura raggiunge le province di Novara e Treviso. Per tutelare questo prodotto antico e molto gustoso (le prime notizie storiche risalgono all’anno Mille) nel 1979 è sorto il <strong>Consorzio Tutela Taleggio</strong>, a cui aderiscono 60 soci sparsi un po’ in tutte le zone sopracitate.</p>
<p>La vastità della zona di produzione impone, tuttavia, una certa standardizzazione del prodotto, in modo che le differenze microclimatiche influiscano sì, ma senza stravolgere il risultato finale, che deve essere riconoscibile e avere determinate caratteristiche comuni in ogni zona di produzione.</p>
<p>Il Taleggio viene confezionato nella tipica mattonella quadrata ed è ottenuto da latte vaccino intero; assomiglia un poco allo stracchino, ma se ne differenzia per la maggiore consistenza e il sapore più dolce. La sua pasta è molle e leggermente filante nel sottocrosta, più compatta e friabile all’interno. Mediamente il prodotto viene fatto stagionare per 25 – 50 giorni in locali altamente umidi. Ha un sapore dolce, tendente all’acidulo, leggermente piccante se maggiormente stagionato.</p>
<p><a href="http://www.taleggio.it/">www.taleggio.it</a></p>
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		<title>Ricetta: Teglia di patate al formaggio</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 13:39:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti unici]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Senza glutine]]></category>

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		<description><![CDATA[Una vera delizia, questa teglia, che può tranquillamente sostituire un primo piatto o anche fare da piatto unico (senza glutine!). Tra l&#8217;altro, le patate al forno sono ottime anche con i funghi (anche coltivati) e le cipolle, ma questa è un&#8217;altra storia. Accendere il forno a 180 gradi. Pelare e lavare 1 kilogrammo abbondante di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2010/05/torta_patate.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2048" title="torta_patate" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2010/05/torta_patate-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a>Una vera delizia, questa teglia, che può tranquillamente sostituire un primo piatto o anche fare da piatto unico (senza glutine!). Tra l&#8217;altro, le patate al forno sono ottime anche con i funghi (anche coltivati) e le cipolle, ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p>Accendere il forno a 180 gradi. Pelare e lavare <strong>1 kilogrammo abbondante di patate </strong>e affettarle molto finemente. Tagliare anche a fettine <strong>300 grammi di formaggi misti (fontina, gruviera,  mozzarella)</strong>. Ungere una teglia  con <strong>olio</strong>. Disporre sul fondo della teglia uno strato di fette di patata, in maniera che ognuna sia leggermente sovrapposta alla precedente. Spolverizzare con <strong>aghi di rosmarino</strong> e coprire con alcune fettine di formaggio. Ripetere gli strati alternando patate e formaggio e finendo con uno strato di patate. Spolverizzare di <strong>sale</strong>, <strong>pepe </strong>e rosmarino e versare a filo <strong>2 cucchiai di olio d&#8217;oliva</strong>. Infornare in forno già caldo a 180° C e cuocere per circa un&#8217;ora, e comunque finché le patate non sono tenere.</p>
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