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	<title>solofornelli.it &#187; Senza lattosio</title>
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	<description>il blog per chi cucina</description>
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		<title>Ricetta: Croccante di mandorle</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 07:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci]]></category>
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		<description><![CDATA[Un dolcino vecchio come il mondo, di cui purtroppo si è persa un po&#8217; la tradizione, a scapito di merendine industriali di dubbio valore nutrizionale. Ma assolutamente da riscoprire perché costa poco, è molto sano, non contiene né glutine né lattosio. E soprattutto è eccellente, anche servito insieme ad altri pasticcini oppure ridotto in polvere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/Croccante_di_mandorle.gif"><img class="alignleft  wp-image-4052" title="Croccante_di_mandorle" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2012/01/Croccante_di_mandorle.gif" alt="" width="213" height="240" /></a>Un dolcino vecchio come il mondo, di cui purtroppo si è persa un po&#8217; la tradizione, a scapito di merendine industriali di dubbio valore nutrizionale. Ma assolutamente da riscoprire perché costa poco, è molto sano, non contiene né glutine né lattosio. E soprattutto è eccellente, anche servito insieme ad altri pasticcini oppure ridotto in polvere per guarnire gelati, dolci al cucchiaio o panna montata. Per conservarlo, bisogna avvolgere ogni pezzo in carta stagnola e sistemarlo in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, che va riposto in un luogo fresco e molto asciutto.</p>
<p>Mettere <strong>300 grammi di mandorle dolci pelate</strong> sulla placca di metallo e passarle in forno a 180° C per qualche minuto, in maniera che asciughino, ma senza acquistare colore. Poi tagliarle a pezzetti. Mettere poi <strong>300 grammi di zucchero</strong> in una casseruola di acciaio inox dal fondo spesso e farlo sciogliere e dorare a fuoco vivace, aggiungendo <strong>1-2 cucchiai di acqua</strong>. Quando lo zucchero sarà caramellato, unire le mandorle e mescolare bene con un cucchiaio di legno. Ungere la placca da forno (oppure un ripiano di marmo) con <strong>1 cucchiaio di olio di mandorle</strong> e versare tutto insieme il composto fuso, distribuendolo in maniera uniforme aiutandosi con <strong>1 limone o 1 arancia</strong> non trattati oppure con una spatola di ferro larga e inumidita con acqua fredda. Bisogna ottenere uno strato spesso circa 1/2 centimetro. Quando il croccante è freddo tagliarlo con un coltello ben affilato a quadri, rettangoli o rombi.</p>
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		<title>Ricetta: Rotoli di roastbeef</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 06:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
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		<description><![CDATA[Una volta preparato un buon roast-beef con tutti i crismi, si può utilizzarne almeno una parte per fare questi rotolini, che si possono guarnire con maionese o insalata russa. Nel caso in cui il consumo non sia immediato, coprite il piatto con pellicola trasparente: in questo modo la carne non annerirà. Mondare, lavare e asciugare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/09/Rotolini_di_roastbeef.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/09/Rotolini_di_roastbeef.gif" alt="" title="Rotolini_di_roastbeef" width="290" height="198" class="alignleft size-full wp-image-3580" /></a>Una volta preparato un buon <a href="http://www.solofornelli.it/18072008/ricetta-di-fabio-picchi-roast-beef-alle-erbe-aromatiche/" target="_blank">roast-beef</a> con tutti i crismi, si può utilizzarne almeno una parte per fare questi rotolini, che si possono guarnire con maionese o insalata russa. Nel caso in cui il consumo non sia immediato, coprite il piatto con pellicola trasparente: in questo modo la carne non annerirà.</p>
<p>Mondare, lavare e asciugare <strong>4 zucchine tenere</strong> e tagliarle con l&#8217;apposito <a href="http://dmail.smartshop.it/prodotto/161356/Tagliaverdure-a-julienne.html" target="_blank">tagliaverdure a julienne</a>. Disporle poi su un colapasta, cospargerle con <strong>sale</strong> e lasciarle riposare. Intanto prendere <strong>8 <a href="http://www.solofornelli.it/07062010/ricetta-insalata-di-gamberetti-peperonie-cuori-di-palma/" target="_blank">cuori di palma</a></strong> teneri (se necessario eliminate la scorza esterna), tagliarli a tronchetti di circa 3 centimetri, poi suddividerne ognuno a listerelle. Sciacquare le zucchine lasciandole nel colapasta, sgocciolarle e disporle con delicatezza su un doppio foglio di carta assorbente da cucina in modo che asciughino bene. Poi unirle ai cuori di palma in una ciotola, aggiungere <strong>1 cucchiaio di prezzemolo tritato</strong>, <strong>4 cucchiai di maionese</strong> e un po&#8217; di <strong>pepe</strong>, mescolare con delicatezza. Preparare <strong>24 sottili fette di roast beef</strong> e allargarle su un piano, suddividere il composto preparato tra le fette, posandone un po&#8217; al centro di ogni fetta e spalmandolo senza però arrivare al bordo, poi arrotolare ogni fettina su se stessa. Disporre in un piatto di portata e guarnire a piacere.</p>
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		<title>Ricetta: Aspic ai gamberetti</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 07:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[Pesce]]></category>
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		<description><![CDATA[Una volta capito il principio con cui si cucina un aspic potete giocare con la fantasia. Per un risultato più sicuro, noi vi consigliamo di prepararlo sempre un giorno prima di servirlo. Volendo, potete anche suddividerlo in stampini monoporzione: sarà un antipasto ancora più scenografico. Non dimenticate di prestare particolare attenzione alla disposizione regolare degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/08/Aspic_ai_gamberetti.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/08/Aspic_ai_gamberetti.gif" alt="" title="Aspic_ai_gamberetti" width="300" height="188" class="alignleft size-full wp-image-3527" /></a>Una volta capito il principio con cui si cucina un aspic potete giocare con la fantasia. Per un risultato più sicuro, noi vi consigliamo di prepararlo sempre un giorno prima di servirlo. Volendo, potete anche suddividerlo in stampini monoporzione: sarà un antipasto ancora più scenografico. Non dimenticate di prestare particolare attenzione alla disposizione regolare degli ingredienti sul bordo, che risulteranno visibili una volta sformato l&#8217;aspic.</p>
<p>Lessare <strong>400 grammi di gamberetti sgusciati</strong> in <strong>acqua salata</strong> e acidulata con il succo di <strong>1 limone</strong>. Rassodare <strong>2 uova</strong> per 8 minuti e lasciarle raffreddare in acqua fredda. Intanto preparate <strong>1 litro di gelatin</strong>a seguendo le istruzioni sulla confezione e lasciarla raffreddare. Poi versarne un primo strato in uno stampo da budino o da bavarese e metterlo in frigorifero finché non si è rappreso. Intanto affettare <strong>4 falde di peperoni rossi sottaceto</strong>, <strong>10 cetriolini sottaceto</strong>, <strong>1 carota</strong> precedentemente lessata e sbucciata, <strong>150 grammi di olive verdi snocciolate</strong> e le uova ormai fredde. Disporre i gamberetti e alcuni degli ingredienti sul fondo di gelatina rappresa, poi versare altra gelatina e mettere nuovamente in frigo ad addensare, proseguendo così fino all&#8217;esaurimento degli ingredienti e della gelatina. Lasciare in frigorifero per almeno due ore prima di servire.</p>
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		<title>Ricetta: Melanzane ai quattro sapori</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 12:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un sapore veramente mediterraneo per questo piatto estivo e leggero, il cui colore e aspetto sono assai invitanti, ma vi assicuriamo che il gusto lo è ancora di più. Tagliare 2 melanzane grosse a fette di circa 1 centimetro di spessore e disporle leggermente sovrapposte tra loro in una grossa teglia unta con olio. Poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/07/Melanzane.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/07/Melanzane.gif" alt="" title="Melanzane" width="300" height="230" class="alignleft size-full wp-image-3416" /></a>Un sapore veramente mediterraneo per questo piatto estivo e leggero, il cui colore e aspetto sono assai invitanti, ma vi assicuriamo che il gusto lo è ancora di più.</p>
<p>Tagliare <strong>2 melanzane grosse</strong> a fette di circa 1 centimetro di spessore e disporle leggermente sovrapposte tra loro in una grossa teglia unta con <strong>olio</strong>. Poi amalgamare bene in una ciotola <strong>4 cucchiai di pangrattato</strong>, <strong>1 spicchio d&#8217;aglio</strong>, <strong>prezzemolo</strong> e <strong>basilico</strong> tritati, <strong>sale</strong> e <strong>olio</strong> e cospargere con il composto le melanzane. Poi pelare <strong>2 pomodori</strong>, privandoli dei semi e tagliarli a fettine che verranno poi sistemate sulla superficie. Irrorare con poco <strong>olio</strong> e cuocere a 180° per 30-35 minuti. </p>
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		<title>Ricetta: Bagnetto rosso alla piemontese</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 06:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la salsa verde di cui parlavamo qualche giorno, è la volta del bagnèt ròss, la salsa rustica piemontese, da servire fredda, perfetta per accompagnare i bolliti misti. Come suggerisce il nome, il suo ingrediente principale è il pomodoro. Vi forniamo una delle decine di varianti possibili della ricetta. Sbollentare 1 kilogrammo di pomodori maturi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/06/bagnetto_rosso.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/06/bagnetto_rosso.gif" alt="" title="bagnetto_rosso" width="300" height="183" class="alignleft size-full wp-image-3365" /></a>Dopo la <a href="http://www.solofornelli.it/14062011/ricetta-bagnetto-verde-alla-piemontese/">salsa verde</a> di cui parlavamo qualche giorno, è la volta del <em>bagnèt ròss</em>, la salsa rustica piemontese, da servire fredda, perfetta per accompagnare i bolliti misti. Come suggerisce il nome, il suo ingrediente principale è il pomodoro. Vi forniamo una delle decine di varianti possibili della ricetta.</p>
<p>Sbollentare <strong>1 kilogrammo di pomodori maturi</strong> in <strong>acqua</strong> caldissima, sbucciarli, eliminare i semi e tritarli in maniera grossolana. Tritare poi <strong>1 cipolla</strong>, <strong>1 carota</strong>, <strong>1/2 peperone rosso</strong>, <strong>1 costa di sedano</strong>, <strong>1 rametto di rosmarino</strong>, <strong>2 spicchi di aglio</strong> e <strong>30 foglie di basilico</strong>. Unire tutto in una capiente terrina e cuocere a fuoco basso per 2 ore. Dopo 30 minuti dall&#8217;inizio aggiungere <strong>1 cucchiaio di zucchero</strong>, <strong>sale</strong> e <strong>pepe</strong>. Terminata la cottura, passare la salsa al passaverdure, aggiungere <strong>1 bicchiere di olio extravergine d&#8217;oliva</strong>, <strong>un pizzico di peperoncino</strong> (in polvere o fresco, tritato), mescolare bene, rimettere la terrina sul fuoco fino alla ripresa del bollore, poi spegnere il fuoco e fare riposare la salsa per almeno 3 ore prima di servirla.</p>
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		<title>Ricetta: Cefali con salsa di cipolle e pomodoro</title>
		<link>http://www.solofornelli.it/22062011/ricetta-cefali-con-salsa-di-cipolle-e-pomodoro/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 07:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pesce]]></category>
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		<description><![CDATA[Acquistare pesce proveniente da pesca sostenibile significa dare un grande contributo alla salute del mare. Il cefalo (anche noto come muggine) è un pesce che rientra in questa categoria e che dovrebbe essere riscoperto. Un altro appunto: ricordate che per essere fresco un pesce deve avere tre caratteristiche: occhio turgido, bianche ben rosse e una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/03/Cefali.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/03/Cefali.gif" alt="" title="Cefali" width="300" height="225" class="alignleft size-full wp-image-3032" /></a>Acquistare pesce proveniente da <a href="http://www.soloecologia.it/31052011/slowfish-2011-pesca-sostenibile-e-promozione-del-pesce-povero/">pesca sostenibile</a> significa dare un grande contributo alla salute del mare. Il cefalo (anche noto come muggine) è un pesce che rientra in questa categoria e che dovrebbe essere riscoperto. Un altro appunto: ricordate che per essere fresco un pesce deve avere tre caratteristiche: occhio turgido, bianche ben rosse e una pelle viscida, che sguscia tra le mani. Solo così il risultato della ricetta sarà all&#8217;altezza delle aspettative.</p>
<p>Sbucciare ed eliminare i semi di <strong>4 grossi </strong>, poi tritarne la polpa. Tagliare <strong>2 cipolle rosse</strong> a fettine sottili e farle dorare in un tegame con <strong>2 cucchiai di olio extravergine d&#8217;oliva</strong>. Unire la polpa di pomodoro, <strong>1 cucchiaio di timo e prezzemolo tritati</strong>, una punta di <strong>peperoncino in polvere</strong> e un pizzico di <strong>sale</strong>. Lasciare insaporire il soffritto per 10 minuti a fuoco alto. Prendere <strong>4 cefali</strong> di dimensioni medie, già puliti, passarli in <strong>farina bianca</strong> e friggerli in abbondante <strong>olio d&#8217;oliva</strong> per qualche minuto. Non appena sono dorati, posarli su carta assorbente da cucina. Spolverarli uniformemente con poco <strong>sale</strong> e sistemarli su un piatto di portata, coprendoli con la salsa di cipolle e pomodoro ben calda.</p>
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		<title>Ricetta: Baccalà alla portoghese</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 06:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi di voi quest&#8217;estate si recherà in vacanza a Lisbona, in Portogallo, quasi sicuramente si ricorderà di due cose, dal punto di vista culinario: i pasteis de Belem e il bacalhau, vero e proprio piatto nazionale in questo splendido Paese affacciato sull&#8217;Atlantico. L&#8217;amore per il baccalà è un retaggio del passato, di quando i navigatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/06/Baccala_portoghese.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/06/Baccala_portoghese.gif" alt="" title="Baccala_portoghese" width="300" height="223" class="alignleft size-full wp-image-3343" /></a>Chi di voi quest&#8217;estate si recherà in vacanza a Lisbona, in Portogallo, quasi sicuramente si ricorderà di due cose, dal punto di vista culinario: i <a href="http://www.solofornelli.it/03122007/ricetta-i-pasteis-de-belem/"><em>pasteis de Belem</em></a> e il <em>bacalhau</em>, vero e proprio piatto nazionale in questo splendido Paese affacciato sull&#8217;Atlantico. L&#8217;amore per il baccalà è un retaggio del passato, di quando i navigatori portoghesi, commerciando con tutti i paesi del mondo, iniziarono a fare conoscere la bontà di questo pesce che si conservava a lungo perché messo a seccare e sotto sale. Il bello di questa preparazione è che si tratta di un piatto semplice, ma tuttavia raffinato e delicato. Dato l&#8217;alto valore nutritivo, può essere anche presentato come piatto unico.</p>
<p>Ammollare per 24 ore <strong>1 kilogrammo di baccalà</strong>. Scolarlo e metterlo in un tegame con <strong>acqua</strong> fredda fino a coprirlo di poco. Lasciare sobbollire per circa 20 minuti. Togliere il pesce dal tegame, ma conservare il liquido di cottura. Eliminare la pelle e le scaglie. Intanto, fare cuocere <strong>6 patate</strong> con la buccia nel liquido di cottura del pesce. Se occorre aggiungere altra acqua. Appena sono cotte, sbucciarle e affettarle. Scaldare <strong>1 bicchiere e 1/2 di olio extravergine d&#8217;oliva</strong> in una teglia, aggiungere <strong>3 cipolle medie</strong> affettate sottili e <strong>3 spicchi di aglio</strong>. Cuocere il soffritto, sempre mescolando, per 5-6 minuti. Poi aggiungere il baccalà e le patate. Dopo 5 minuti aggiungere <strong>1/2 bicchiere di vino bianco secco</strong> e un po&#8217; di <strong>pepe</strong>. Disporre il tutto in una pirofila unta con poco <strong>olio</strong> e passare in forno caldo a 220° C fino a quando le patate non iniziano a gratinare. Nel frattempo rassodare <strong>6 uova</strong>, tritarne 3 e cospargere la pietanza con le uova e 1 cucchiaio di prezzemolo tritato. Affettare le altre 3 uova e disporle in maniera regolare sulla superficie della teglia, insieme a <strong>15 olive nere</strong>.</p>
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		<title>Ricetta: Guacamole messicano</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 06:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina etnica]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti vegetariani]]></category>
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		<category><![CDATA[guacamole]]></category>

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		<description><![CDATA[Via, oggi siamo in vena di volare, vi portiamo in Messico, con questa piccante specialità a base di avocado. In realtà, in Messico il sapore sarebbe forse ben più piccante di quanto non risulta con le dosi da noi suggerite, però il nostro stomaco non è altrettanto abituato, perciò cuidado, come direbbero loro! Questo intingolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/06/Guacamole.gif"><img src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/06/Guacamole.gif" alt="" title="Guacamole" width="280" height="280" class="alignleft size-full wp-image-3336" /></a>Via, oggi siamo in vena di volare, vi portiamo in Messico, con questa piccante specialità a base di avocado. In realtà, in Messico il sapore sarebbe forse ben più piccante di quanto non risulta con le dosi da noi suggerite, però il nostro stomaco non è altrettanto abituato, perciò <em>cuidado</em>, come direbbero loro! Questo intingolo è perfetto per accompagnare patatine, pane abbrustolito, cracker o &#8211; meglio ancora &#8211; chips di mais.</p>
<p>Dividere a metà <strong>2 avocadi di media misura</strong>, ben lavati e asciugati. Eliminare il nocciolo e passare la polpa al passaverdure o al setaccio. Unire il succo di <strong>1 limone</strong>, <strong>1/2 cucchiaino di chili in polvere</strong>, <strong>1 goccia di salsa Tabasco</strong>, <strong>30 grammi di bianco di porro</strong> tritato finemente. Lavorare bene per ottenere una crema densa e omogenea.</p>
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		<title>Ricetta: Arista dell&#8217;Artusi</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 06:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo è il modo in cui il celeberrimo Artusi cucinava l&#8217;arista di maiale, ovvero il tenerissimo quadrello (o carrè) di maiale. Che in Toscana si chiama arista perché, in occasione del Concilio ecumenico dei vescovi di rito greco, tenutosi a Firenze nel 1439, essi definirono ariston, cioè &#8220;eccezionale, splendida, scelta&#8221;, la carne cucinata in questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/05/arista.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-3258" title="arista" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/05/arista-300x213.gif" alt="" width="300" height="213" /></a>Questo è il modo in cui il celeberrimo <a href="http://www.solofornelli.it/04042011/celebriamo-il-centenario-dellartusi-lunificatore-della-cucina-italiana/">Artusi</a> cucinava l&#8217;arista di maiale, ovvero il tenerissimo quadrello (o carrè) di maiale. Che in Toscana si chiama arista perché, in occasione del Concilio ecumenico dei vescovi di rito greco, tenutosi a Firenze nel 1439, essi definirono <em>ariston</em>, cioè &#8220;eccezionale, splendida, scelta&#8221;, la carne cucinata in questa maniera. Sappiate che il maiale cucinato in questo modo si conserva per vari giorni in frigorifero: va comunque affettata sottilmente e servita calda.</p>
<p>Spuntare le ossa da un pezzo di <strong>quadrello</strong> <strong>di maiale dal peso di circa 1 kilogrammo</strong>. Steccare la carne con filetti presi da <strong>2 spicchi di aglio</strong>, aghi presi da <strong>2 rametti di rosmarino</strong> e <strong>2-3 chiodi di garofano</strong>. Condirla con <strong>sale</strong> e abbondante <strong>pepe</strong> (macinato grosso). Legarla con uno spago sottile, metterla in una teglia (possibilmente ovale) e condirla con <strong>1/2 bicchiere di olio</strong>. Infornare a 180° C e cuocere per circa 50 minuti, rigirando spesso la carne, in modo che sia uniformemente dorata sulla superficie. Lasciarla raffreddare prima di liberarla dallo spago e affettarla.</p>
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		<title>Ricetta: Composta di amarene</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 07:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presto sarà stagione di amarene (anche note come marene, visciole e marasche), le ultime tra le ciliegie a maturare. Forse non tutti sanno però che, dal punto di vista botanico ciliegie e amarene sono due specie ben distinte (le prime sono il frutto del Prunus avium, le seconde del Prunus cerasus) e dalle caratteristiche organolettiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/05/amarene_visciole.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3255" title="amarene_visciole" src="http://www.solofornelli.it/wp-content/uploads/2011/05/amarene_visciole.gif" alt="" width="300" height="201" /></a>Presto sarà stagione di amarene (anche note come marene, visciole e marasche), le ultime tra le ciliegie a maturare. Forse non tutti sanno però che, dal punto di vista botanico ciliegie e amarene sono due specie ben distinte (le prime sono il frutto del <em>Prunus avium</em>, le seconde del <em>Prunus cerasus</em>) e dalle caratteristiche organolettiche un po&#8217; diverse, sopratutto nel gusto amaro e un po&#8217; acido delle seconde, non gradito a tutti. Difficile invece non apprezzare le amarene cotte in varie preparazione oppure sciroppate, una vera delizia usata soprattutto per decorare gelati e dolci. Dall&#8217;amarena si ricava uno sciroppo da diluire con acqua per ottenere un&#8217;ottima bibita e anche il noto liquore maraschino, inventato in Dalmazia nel Medioevo.</p>
<p>Nonostante il suo gusto acidulo, l&#8217;amarena ha un <strong>alto contenuto di zuccheri</strong>, che la rende poco adatta per i diabetici. Contiene però molti nutrienti preziosi: <strong>vitamina A</strong>, <strong>vitamina B1</strong>, <strong>vitamina C</strong>, oltre che <strong>calcio</strong>, <strong>fosforo</strong> e <strong>ferro</strong>. Preziosi anche i gambi che, lasciati essiccare al sole possono essere utilizzati per infusi e decotti, dalle notevoli proprietà <strong>diuretiche</strong>.</p>
<p>Oggi vi insegniamo come preparare una composta di amarene, che potete usare sia per decorare un gelato alla crema o da sola, servita tiepida in coppette.</p>
<p>Lavare con cura <strong>1 chilogrammo di grosse amarene</strong>, eliminare il peduncolo e il nocciolo, metterle in un tegame (meglio se di terracotta), con <strong>10 cucchiai di zucchero</strong>, <strong>1 pizzico di cannella in polvere</strong> e <strong>1 bicchiere di vino rosso</strong>. Lasciare sobbollire la composta a fuoco lento finché i frutti non risulteranno cotti. Con una schiumarola eliminare le amarene e, sempre mescolando, fare addensare lo sciroppo rimasto e versarlo sulle amarene.</p>
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