Riscopriamo le giuggiole, il frutto dolce per antonomasia

Di , scritto il 20 Settembre 2011

La maggior parte delle persone pensa che le giuggiole siano sono una parola che esiste nell’espressione figurata andare in brodo di giuggiole. Invece esistono veramente: sono un frutto autunnale, dolcissimo, che può essere mangiato fresco, appena raccolto, in confettura, oppure cotto con zucchero e filtrate per preparare il famoso ‘brodo’. In realtà, le giuggiole, che hanno le dimensioni simili a quelle delle olive, sono pronte e particolarmente dolci quando la loro pelle inizia a raggrinzirsi. Compratele e lasciatele appassire: diventeranno dolci come datteri.

Le giuggiole appartengono alla categoria dei frutti dimenticati, insieme ad altri come nespole, corbezzole, corniole, pere volpine, mele rosa, prugnoli. Si tratta di alberi coltivati fino al dopoguerra, che purtroppo a un certo punto sono quasi spariti dalle coltivazioni per lasciare il posto a frutti erroneamente considerati più “nobili”. Nella loro sparizione c’era anche una componente socio-psicologica: questi frutti evocavano infatti la realtà di miseria da dimenticare negli anni del boom economico. Ma per fortuna oggi vari agricoltori, specie in Emilia-Romagna sono tornati a piantare il giuggiolo, un albero spinoso che si appoggia a un sostegno o a fianco delle case. E se noi consumatori incrementiamo la domanda, anche l’offerta aumenterà!

Per quanto riguarda le caratteristiche nutritive, le giuggiole sono molto ricche di vitamina C, sono ottime per favorire la funzionalità epatica, abbassare il colesterolo, hanno anche proprietà antipiretiche e antiinfiammatorie. L’alto contenuto di zuccheri e mucillagini le rende emollienti ed espettoranti. La natura ce le propone in autunno per prepararci ai mali della stagione fredda!



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