Ricetta: La piadina romagnola

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PiadinaDire piadina (oppure piada) è dire Riviera romagnola, mare, sole, divertimento sfrenato e soprattutto, cibo buono e abbondante! La piadina è una pane antichissimo, conosciuto fin dai tempi dei Romani, e per secoli si è trovata soprattutto sulle tavole delle famiglie contadine della zona che copre le odierne province di Forlì, Cesena, Ravenna, Rimini e Pesaro. Ai tempi un alimento povero atto a sostituire il pane, perché era preparata con un impasto che procurava una maggiore sensazione di sazietà. Per fortuna la tradizione si è conservata, per la gioia dei turisti di tutto il mondo.

La piada non è difficile da preparare, basta avere a disposizione un ‘testo’ – la tipica piastra liscia per la cottura, in terracotta, ghisa o gres – e metterci un po’ di olio di gomito per impastare.

Quando la sfoglia della piadina viene farcita, ripiegata e chiusa prima di essere cotta si chiama cassone (o cascione o crescione), ed è anch’esso una squisitezza.

Lavorare 400 grammi di farina di frumento setacciata con un pizzichino di sale, 40 grammi di strutto (oppure di olio) e tanta acqua tiepida quanto basta per ottenere un impasto sodo ed elastico. Ci vorrà circa 1 decilitro di acqua. Formare una palla, avvolgerla con un canovaccio e lasciarla riposare almeno 30 minuti. Poi lavorarla di nuovo e stenderla in tanti dischi di 14-15 cm di diametro e dello spessore di circa 3 mm. Scaldare il testo e cuocere ogni disco di pasta 2-3 minuti per parte. Servire le piadine calde o tiepide con un ripieno a piacere (affettati o salsiccia, rucola e formaggio squacquerone, erbette o verdure gratinate).


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