Caratteristiche e abbinamenti del Pigato, uno dei migliori vini bianchi liguri

Di , scritto il 31 Maggio 2019

L’estate, si sa, è il momento d’oro dei vini bianchi, che comunque sono adatti per qualsiasi periodo dell’anno. Tra le eccellenze del panorama vinicolo italiano, c’è un nettare prodotto in Liguria: si chiama Pigato. Fresco e profumato, è adatto per accompagnare con eleganza svariati piatti, soprattutto quelli della tradizione regionale ligure.

Ma prima un po’ di storia: il nome Pigato secondo alcuni deriva dal latino picatus, che significa “impeciato”: questo è un modo per descrivere le macchioline presenti sulla buccia chiara degli acini. Le origini del vitigno sono lontane nello spazio e nel tempo: probabilmente infatti giunse in Liguria dalle isole greche dell’Egeo nel Medioevo e da allora è stato coltivato in maniera più o meno continuativa fino ai giorni nostri.

I vigneti di Pigato, che si trovano soprattutto sulla riviera di Ponente, richiedono un territorio collinare molto soleggiato con un’altitudine di almeno 300 metri. La vicinanza del mare è una condizione importante, perché favorisce la spiccata escursione termica che produce il patrimonio di profumi e la salinità tipici di questo parente stretto del Vermentino (che viene invece coltivato sulla riviera ligure di Levante).

Il Pigato ha un colore giallo paglierino che tende a diventare dorato con l’invecchiamento. Al palato ha un sapore secco e ricco di salinità, con un profumo intenso di macchia mediterranea e frutti a polpa gialla. Il Pigato di solito viene consumato entro i primi tre anni di vita, anche se esistono delle riserve speciali con invecchiamento più lungo.

Il Pigato deve essere servito fresco, a una temperatura tra i 13 e i 16 °C. Si sposa con gli antipasti di mare, ad esempio le acciughe salate alla ligure o le insalate di mare. Dà il meglio di sé anche quando è abbinato ai più tipici piatti liguri, come le trofie o le trenette al pesto, così come con dei secondi a base di pesce azzurro (condito con erbe aromatiche o impanato) o con altre specialità gastronomiche liguri come la cima alla genovese e il cappon magro.



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