Malvasia: vitigno italiano che conta 20 varietà riconosciute

Di , scritto il 14 Marzo 2020

Nel panorama italiano, il vino Malvasia è da secoli uno dei più apprezzati. Il vitigno Malvasia, originario della Grecia, iniziò a diffondersi sul nostro territorio tra l’VIII e il IX secolo, facendosi amare da chiunque, superando i confini del Belpaese per poi diventare uno dei nettari più apprezzati sul territorio europeo. La sua popolarità raggiunse l’apice nella città di Venezia, il porto commerciale principale da cui veniva smerciato. Infatti, per questo motivo in passato i bar della zona erano chiamati malvasie.

Malvasia bianca o nera?

I vitigni Malvasia si contano a decine: ve ne sono a frutto bianco e a frutto nero. Tra i primi i più famosi sono quelli dei Colli Piacentini, del Chianti, del Friuli-Venezia Giulia, del Lazio, di Sardegna e delle Lipari.

Fra le Malvasie a frutto nero sono famose la Malvasia nera di Brindisi, la Malvasia nera di Lecce; la Malvasia di Casorzo d’Asti (anche in versione passito) e la Malvasia nera di Schierano.

Particolarità della Malvasia

Tutte le Malvasie hanno in comune l’estrema aromaticità, il sapore intenso, dolce e gradevole. E poi le seguenti caratteristiche.

  • Un profumo molto delicato e aromatico,
  • Buona consistenza e buona struttura,
  • Retrogusto di miele e aromi muschiati,
  • Vivacità, armonia e freschezza al palato.

Abbinamenti

La Malvasia può essere un eccellente accompagnamento per un aperitivo a base di salumi o verdure in pastella o fritture di mare o formaggi stagionati.

Per gli amanti della pasticceria semplice, questo vino è perfetto per accompagnare torte lievitate o crostate alla frutta.

Vi consigliamo di stappare la bottiglia almeno 20 minuti prima di servirlo, di gustarlo in calici di medie dimensioni e a luce larga per poter apprezzare al meglio il suo profumo.

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