Cantine Firriato, la vera storia dei vini di Sicilia

Di , scritto il 14 Luglio 2021
vino Firriato

Vendere vino non è come vendere qualunque altra merce: dentro ad ogni bottiglia di prezioso nettare ci sono molte storie, un legame ad una tradizione, l’appartenenza ad un territorio, i sogni del produttore…

Il vino è cultura, è arte ed è storia. Nulla si inventa in questo ambito, tuttalpiù si può ottimizzare, migliorare, sviluppare, rendere più efficaci le antiche tradizioni.

E’ questo il caso di Firriato, una cantina che già nel nome racconta più di una storia. Firriato è il nome della contrada d’origine ma già nella parola è indicato il suo ruolo, proprio come nei clos francesi.

Idee chiare e di successo

Per fare un grande vino serve una grande idea, e serve anche determinazione, conoscenze approfondite, grande dedizione al lavoro e capacità gestionali. Tutto questo bagaglio era, ed è, a disposizione della cantina Firriato fin dai suoi primi passi.

Proprio in contrada Firriato, Salvatore di Gaetano nel 1978 assieme alla moglie Vinzia fonda l’azienda con un’idea ben precisa in testa: andare a valorizzare i vitigni autoctoni e le peculiarità pedoclimatiche della terra siciliana.

In brevissimo tempo, il sogno di Salvatore e Vinzia diventa realtà e riescono a trasformare la loro creatura in una delle cantine più importanti di tutta la Sicilia.

La casa vinicola punta immediatamente sull’altissima qualità enologica dei suoi prodotti, e la mossa si rivela fin da subito azzeccatissima.

La parola d’ordine con i vini Firriato è “Terroir”: è questo un termine che indica una precisa area in cui si trovano le condizioni perfette, uniche, sia naturali, fisiche, chimiche e climatiche che portano a realizzare un vino specifico.

Terroir è dunque il legame indissolubile tra il prodotto vinicolo e l’area di produzione. Questa è la strada scelta dalla famiglia Firriato: puntare tutto sulla territorialità e sull’unicità del prodotto.

Dai primi passi fino ad oggi

Sono in molti a chiedersi come la cantina Firriato sia riuscita a diventare in breve un punto di riferimento per tutti i vini siciliani, la risposta è scritta nei primi passi dell’azienda.

Infatti Firriato cominciò con i primi impianti di Nero d’Avola, Catarratto e Ansonica, nei quali si affrontava una viticoltura con piglio moderno concentrandosi particolarmente sul vigneto e sulla relativa gestione agronomica.

La differenza rispetto ad altri produttori, fin dall’inizio, era dunque racchiusa nell’approccio. Nella cantina Firriato erano accettate soltanto uve sane, dalle caratteristiche organolettiche impeccabili, raccolte alla maturazione giusta.

Con il susseguirsi delle vendemmie, le convinzioni di Salvatore di Gaetano si sono sempre più rafforzate ed ha spinto l’azienda verso un rispetto della naturalità che è diventato marchio inconfondibile di Firriato.

L’azienda, fin dai primi passi, punta a mercati molto ambiziosi, anche esteri, ma difendendo a spada tratta la sua origine, il suo legame alla terra di Sicilia.

Firriato punta sull’alta qualità, da sempre. La Sicilia stessa, ad oggi, sembra aver capito la lezione e tante imprese hanno imparato a valorizzare il territorio e a puntare sull’alta qualità e sulle tipicità.

Negli anni la famiglia Di Gaetano ha saputo anche comprendere il cambiamento dei gusti dei consumatori che si facevano via via più esigenti e colti dal punto di visto enologico.

In tutto questo l’azienda Firriato continua a sfornare nuovi vini, acquisendo nuove aziende agricole e sperimentando nuove tecnologie all’interno della cantina.

Negli anni sono tanti i successi e i premi conseguiti dal marchio Firriato, ma il successo maggiore è quello di avere portato il nome dei vini siciliani, con orgoglio, in tutto il mondo.

I vini Firriato

I sapori che si ritrovano nei calici riempiti con i vini Firriato sono indimenticabili: vi si ritrova quell’intensità caratteristica dell’agro di Trapani.

Tra queste specialità ritroviamo etichette straordinarie come “Harmonium” un tre cru di Nero d’Avola, “L’Ecru” realizzato da uve di Zibibbo, “Signum Aetnae” da Nerello Mascalese, “Ribeca” da vitigno Perricone, “Camelot” da una fusione di Cabernet Sauvignon e Merlot.

Ma il marchio Firriato è in continua evoluzione ed ha immesso sul mercato sempre diverse bottiglie capaci di andare incontro a tutte le esigenze. È questo il caso di una collezione denominata “Trendy” che ha come scopo quella di andare incontro alle esigenze dei giovani consumatori.

In questa collezione sono presenti vini moderni, di nuova concezione, adatti ai figli del nuovo millennio: come “Sorìa Perricone” che deriva dall’antico vitigno clonato dall’azienda.

Ma nella collezione trendy è presente, ad esempio, anche “Saint Germain” lo spumante Brut di Firriato che è una perfetta fusione di Catarratto e di Grillo.

Chi invece ha gusti più classici può puntare su etichette come la serie “Altavilla della Corte” che è disponibile in 3 differenti versioni: Cabernet Sauvignon, Syrah, Grillo.

Nella categoria dei grandi classici è possibile rivolgere l’attenzione anche ad un’altra etichetta che offre sempre 3 varietà: “Chiaramonte”, nelle varianti Nero d’Avola, Chardonnay e Inzolia.

Grandissima rilevanza nella filosofia di casa Firriato è data alla naturalità, al rispetto per l’ambiente e alla sostenibilità. Ecco quindi che la cantina ha creato un’etichetta per vini da coltivazione in regime di agricoltura biologica certificata.

Caeles” un vino straordinario che rispetta la natura ed offre quattro differenti varietà: Nero d’Avola, Sirah, Grillo e Catarratto.


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