Arrosticini di pecora abruzzesi: la ricetta

Di , scritto il 15 Novembre 2020
arrosticini abruzzesi

Il prodotto culinario abruzzese più antico e diffuso su tutto il territorio italiano, un piatto tipico che, ad oggi, è possibile assaggiare ovunque grazie alla Grande Distribuzione.

Gli arrosticini sono stati inventati intorno al 1930, nel periodo successivo al secondo dopoguerra, nella zona orientale del Gran Sasso dove i pastori abruzzesi passavano giornate intere ad allevare le pecore.

In passato, le vecchie carni delle pecore non venivano buttate ma erano riutilizzate per altri scopi, uno di questi era la realizzazione dell’arrosticino.

Questa bontà è composta da pezzetti di carne magra e pezzetti di grasso di pecora (o castrato) e ha un gusto unico ed inimitabile.

La ricetta originale degli arrosticini abruzzesi

In antichità, l’unica provincia che produceva arrosticini in Abruzzo era Pescara, precisamente i comuni di Villa Celiera, Carpineta della Nora e Civitella, ancora oggi molto famosi per la produzione di arrosticini di pecora abruzzesi artigianali.

Preparare gli arrosticini in casa è molto semplice, basta acquistare della carne ovina o di agnello castrato e tagliarla in piccoli cubetti irregolari, con una dimensione di circa 1 cm. Bisogna prestare molta attenzione quando si acquista la carne, perché è importante che sia presente anche del grasso.

800g di carne ovina può bastare per realizzare arrosticini per 4 persone: dopo aver tagliato la carne la si lascia marinare con olio extra vergine d’oliva e un po’ di rosmarino, pepe e sale.

Successivamente, bisogna infilzare la carne negli spiedini di legno lunghi circa 20 cm: in questa fase è fondamentale lasciare qualche centimetro di spazio verso l’estremo del bastoncino, così da lasciare lo spazio per prendere i bastoncini con le mani.

La carne deve essere infilzata alternando i pezzetti di carne ovina magra con pezzetti di carne grassa .

La cottura varia in base alla temperatura della griglia o della brace, tuttavia, quando gli arrosticini diventano dorati in entrambi i lati è possibile toglierli dalla brace. Verso fine cottura si aggiunge del sale su tutti i lati e successivamente è possibile accartocciare gli arrosticini nella carta argentata.

È molto importante evitare di utilizzare il forno o di utilizzare salse come maionese e così via. Un altro consiglio è di evitare il limone o l’olio sugli arrosticini cotti.

Arrosticini abruzzesi: le origini

Nell’ Altopiano del Voltigno, due pastori abruzzesi decisero di tagliare a piccoli pezzetti delle rimanenze di carne di castrato ed la inserirono in un bastoncino di legno preso lungo la riva del fiume pescarese. Utilizzarono una vecchia grondaia per cucinarli e da quel momento, gli arrosticini divennero il piatto tipico dei pastori.

Secondo l’antica leggenda, in passato era molto comune trovare dei piccoli pezzi di ossa negli arrosticini, perché i pastori utilizzavano ogni parte commestibile dell’animale. Dopo la grande diffusione su tutto il territorio abruzzese e in tutta Italia, gli arrosticini rientrano tra i prodotti abruzzesi prodotti in serie e distribuiti ovunque. Non è difficile, infatti, trovarli nei supermercati, nelle botteghe o da un comune macellaio, ed è possibile trovare anche arrosticini realizzati con carne di pollo o di maiale.


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