Montepulciano d’Abruzzo: il vino delle donne, ma non solo!

Di , scritto il 18 Novembre 2015

montepulciano d abruzzoQualche anno fa il Montepulciano fu definito “il vino delle donne”, perché al G8 dell’Aquila, la cancelliera Angela Merkel lo scelse per accompagnare praticamente ogni pasto. Naturalmente stiamo parlando del Montepulciano d’Abruzzo, da non confondere con il Nobile di Montepulciano, la DOCG dell’omonimo comune in provincia di Siena. La questione del nome è andata avanti a lungo con una disputa che poi si è chiusa con il ritiro di un ricorso: oggi la parola Montepulciano come varietà è stata consentita dai senesi agli amici produttori abruzzesi pur essendo omonima alla località Montepulciano. Insomma, si è trovata una sorta di accordo per usare l’omonimo in sinergia per difendere dall’aggressione dei mercati emergenti da un lato il nome del territorio toscano e dall’altro quello del vino d’Abruzzo.

Il Montepulciano abruzzese è un vino rosso di colore rubino intenso con sfumature violacee. Profuma di frutti rossi e di spezie. Il sapore è intenso, pieno, asciutto, armonico, leggermente tannico. Come sappiamo, per abbinare un vino, a seconda dei casi, si punta sulla contrapposizione oppure per la concordanza con le note del piatto. Il Montepulciano giovane è molto adatto per le grigliate di carne di maiale o di pecora (i celeberrimi arrosticini abruzzesi, tanto per intenderci). Il Montepulciano più invecchiato è più adatto per accompagnare le carni bovini. Ottimo anche l’accompagnamento con i formaggi pecorini, più o meno stagionati, di pari passo con l’invecchiamento del vino.



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