La guida per la conservazione del tartufo bianco pregiato

Di , scritto il 31 Agosto 2020
tartufo bianco

Per rendere intenso e raffinato il sapore delle ricette più prelibate non c’è niente di meglio che abbinare correttamente ad esse il tartufo bianco pregiato.

Si tratta di un fungo ipogeo, il quale si sviluppa in modo spontaneo nelle profondità di terreni calcarei e resi umidi dall’azione delle piogge. E’ possibile indicare alcune particolari specie di alberi con le quali il tartufo bianco vive in perfetta simbiosi, traendone nutrimento. Si tratta di faggio, quercia, salice bianco e tiglio ma anche pioppo.

La denominazione scientifica del tartufo bianco pregiato è Tuber Magnatum Pico, ad ogni modo viene identificato anche come trifola. 

Contribuiscono a definire il prezzo del tartufo bianco una serie di fattori: ambientali, stagionali e di mercato. Le specifiche caratteristiche relative al territorio di riferimento, le differenze climatiche e la richiesta di tartufo in un certo periodo dell’anno vanno a influire sul costo finale.

L’innovazione digitale ha stravolto molte abitudini e sempre più spesso si ricorre alle vetrine per lo shopping online a tutto campo. Attraverso queste ultime è possibile aggiudicarsi prodotti di altissima qualità, come il tartufo bianco acquistato su IlTartufo.com.

Dopo aver concluso lo shopping, l’aspetto che più occorre mettere a fuoco è quello relativo alla conservazione del tartufo bianco. Esistono infatti molte e differenti metodologie alle quali è possibile fare riferimento per raggiungere questo stesso obiettivo: adesso le passeremo in rassegna, assieme ai migliori consigli da seguire in merito ad esse.

Mantenere intatto l’inconfondibile profumo è molto importante

La diffusione del tartufo bianco pregiato in Italia tocca diverse regioni, a cominciare innanzitutto dal Piemonte che vanta il famoso tartufo bianco di Alba. Ad ogni modo esso viene raccolto anche in Umbria, così come in Toscana e nelle Marche. Il miglior periodo dell’anno per raccoglierlo è senza dubbio quello compreso tra ottobre e dicembre: la maturazione tocca infatti livelli eccellenti sia per quanto riguarda le dimensioni che la compattezza della polpa.

Chi è pronto a fare un investimento nell’acquisto di un buon tartufo punta sempre a gustarlo al meglio. Uno dei punti di estrema forza, come accennato, è l’inconfondibile profumo: vediamo allora come mantenerlo intatto e come fare per procedere a una corretta conservazione a casa. Sempre tenendo presente e facendo attenzione a un aspetto importante, relativamente ai tempi di conservazione: il tartufo bianco è il più delicato in assoluto, dunque – rispetto ai tartufi neri, che sono più resistenti – si rovinerà con una maggior facilità. Ovviamente la cosa migliore sarebbe riuscire a consumare il tartufo bianco il più rapidamente possibile, così da assaporarlo al top.

Come avviene la conservazione in olio EVO e quella nel barattolo del riso

Per mantenere perfettamente intatto il vostro tartufo bianco anche fino a dieci giorni potreste per prima cosa valutare la possibilità di conservarlo all’interno di un barattolo di vetro, riempito di olio EVO fino a coprirlo. Mettete il contenitore così composto in frigo, avendo cura che la temperatura all’interno oscilli tra 2-4 gradi. Controllate poi, mentre passano i giorni, che il profumo sia rimasto intatto e che non siano spuntate delle muffe. Scegliere questa metodologia per la conservazione del tartufo vi consentirà, una volta che avrete finito di consumarlo, di sfruttare l’olio che nel frattempo si sarà aromatizzato come ideale e raffinato condimento per altre pietanze.

Un’altra tecnica interessante anche se impropria, la quale richiede nuovamente l’utilizzo di un barattolo di vetro, è quella che prevede che questo contenitore sia riempito di riso fino a coprire interamente il tartufo, prima di essere messo dentro al frigorifero. La conservazione in questo caso potrà arrivare fino a un massimo di 4-5 giorni. Ad ogni modo, è corretto evidenziare un aspetto negativo che può presentarsi: il riso – che una volta aromatizzato potrà essere impiegato per realizzare un risotto davvero sopraffino – potrebbe infatti finire per seccare un po’ il vostro tartufo bianco.

La conservazione nella carta da cucina o in congelatore: regole e tempistiche

Se c’è un metodo di conservazione del tartufo bianco che può essere definito migliore degli altri, è senza dubbio quello che prevede che esso venga completamente avvolto dalla carta da cucina prima di essere inserito all’interno del frigorifero. La carta da cucina – che dovrà essere sostituita con costanza e almeno una volta tutti i giorni – va mantenuta asciutta (in questo modo eviterete che il vostro prezioso tartufo bianco possa marcire o subire l’attacco di muffe per la presenza di umidità). Chi sceglie questa tecnica, potrà fare affidamento su una conservazione del tartufo fino a un massimo di 7-8 giorni.

C’è inoltre la possibilità di ricorrere anche al congelatore per allungare la vita del prelibato fungo. Con questa tecnica si potrà arrivare ad ottenere un tempo di conservazione decisamente più esteso: un anno all’incirca. Il tartufo bianco potrà essere messo in freezer già grattugiato, oppure lo si potrà congelare intero dentro una bustina sigillata (prima di fare questa operazione si consiglia di lavarlo bene, così da evitare che una patina di ghiaccio lo avvolga all’esterno). Quando arriverà il momento di riprendere in mano il tartufo congelato (intero o macinato) abbiate cura di grattugiarlo o di farlo a fettine subito. Altrimenti – una volta scongelato del tutto – potrebbe diventare gommoso.

Come usarlo per fare salse e burro aromatizzato

Tra gli impieghi caratteristici del tartufo bianco bisogna citare anche la realizzazione di certi prodotti aromatizzati che rendono cene e pranzi un’esperienza sensoriale assoluta. Abbiamo già accennato alla possibilità di aromatizzare l’olio al tartufo bianco, nel tempo in cui quest’ultimo viene mantenuto dentro al barattolo per essere conservato. Così come è stata indicata la possibilità di aromatizzare, con il medesimo metodo, anche un certo quantitativo di riso. Tra gli alimenti che è più interessante prendere in esame in fatto di intrecci di sapori e di aromi, senza dubbio bisogna indicare il burro (al quale viene aggiunto, prima di essere messo in frigo, il tartufo grattato) e le salse al tartufo pronte all’uso. Queste ultime potranno essere tenute in frigo per una settimana all’incirca, durante la quale manterranno intatto sia il gusto che il profumo inconfondibile. Ma si potranno anche mettere in freezer per essere scongelate velocemente in caso di bisogno.

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