Alcuni consigli per un uso corretto della lavastoviglie

Di , scritto il 26 Aprile 2019
lavastoviglie

Inutile negarlo: la lavastoviglie raprresenta uno degli elettrodomestici più comodi e utili in assoluto. Soprattutto per le famiglie numerose, ma anche per le coppie e per i single, avere a disposizione questo apparecchio consente di risparmiare tempo e fatica. Non più stoviglie sporche in giro per la cucina, lunghe pile di piatti sul lavandino o incrostazioni sulle posate perché non lavate nella maniera corretta. Basta caricare una sola volta la lavastoviglie per avere indietro, lindo e pinto, ciò che si è utilizzato in diversi pasti.

Una lavastoviglie apporta benefici solo se utilizzata nella giusta maniera; non tutti sanno che in essa possono proliferare non solo batteri ma anche funghi, per cui è bene farne un uso consapevole e accorto.

L’importanza della manutenzione di una lavastoviglie

Per far sì che il vostro elettrodomestico duri nel tempo è necessaria una buona manutenzione. Questo si traduce in lavaggi costanti, in modo tale da evitare interventi straordinari che possono rivelarsi tardivi. Ciò a cui va prestata maggiore attenzione sono gli interni e i filtri, ovvero i due aspetti della lavastoviglie che tendono a deteriorarsi con maggiore frequenza. Entrambi hanno bisogno di essere lavati almeno una volta ogni tre o quattro giorni:  i pezzi che possono essere smontati vanno sciacquati sotto l’acqua ma, nel caso in cui risultassero otturati, vanno puliti con uno stuzzicadenti o con un panno imbevuto di aceto. Ci vuole un po’ di tempo e di cura in più, ma si evitano danni irreversibili all’elettrodomestico.

Più saltuaria, ma altrettanto necessaria, è la pulizia completa che va fatta almeno una volta ogni 45-60 giorni. Si tratta di un lavaggio a vuoto utile a sgrassare tutte le tubature e gli scarichi. Per farlo occorre una spugna imbevuta da un litro di aceto di mele e un tocco di limone per conferire un tocco di profumo in più.

Presenza di batteri e funghi nella lavastoviglie: lo dimostra uno studio

E’ stato uno studio condotto dalle Università di Lubiana, Copenaghen e Gand a certificare come le lavastoviglie possano diventare un ricettacolo di microrganismi, dannosi in particolare per le persone con un sistema immunitario già deficitario. Gli elementi principali che permettono la sopravvivenza dei microbi sono le temperatura alte (necessarie per i lavaggi), la forza raggiunta dell’acqua mentre l’elettrodomestico è in funzione, la presenza di altri detergenti e la presenza di cloruro di sodio. Tutti questi elementi si concentrano sulle guarnizioni in gomma, che sono state prese in esame durante lo studio guidato dal microbiologo Prem Krisnhan Raghupathi.

Su circa 30 guarnizioni in gomma prese in esame, è stata rilevata la presenza di un notevole macrobioma in ognuna di esse, causato dalle ragioni sopra citate. Andando più a fondo nella ricerca, gli studiosi hanno potuto notare presenza di batteri e funghi, seppur di rischio basso per la salute. Sono stati riscontrati in particolari i batteri Escherichia e Acinetobacter e i funghi Candida e Cryptococcus, quest’ultimi responsabili di infezioni alle mucose in alcuni casi. Mentre i funghi provengono perlopiù dall’acqua di rubinetto, i batteri sono frutto di cibo contaminato; il consiglio degli studiosi è quello di aprire la lavastoviglie solo quando il ciclo di lavaggio è terminato completamente.

Cosa non bisogna mai mettere in lavastoviglie

Finora ci siamo concentrati sul livello di salubrità del lavaggio di una lavastoviglie. Ora vediamo quali sono gli oggetti che, per fini logistici, non possono essere inseriti nell’elettrodomestico. Gli oggetti in rame e i barattoli di latta sono assolutamente da escludere: per i primi il problema può derivare, oltre che dalla dimensione, anche dal contatto con i detersivi e con le temperature troppo alte. La latta invece può rovinare tutto il lavaggio per via delle etichette che, staccandosi, possono intasare la lavastoviglie.

I coltelli da cucina e i bicchieri di cristallo sono altri due elementi da evitare: i primi rischiano infatti di rovinare i cestelli e graffiare altri oggetti, mentre i secondi rischiano di rompersi per via delle temperature alte raggiunte nella fase di lavaggio.  



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