Aleatico e Ansonica: i vini più tipici dell’Arcipelago toscano

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Secondo la leggenda, l’Arcipelago Toscano nacque quando Afrodite, svegliatasi di soprassalto, ruppe il filo della sua collana. Le sette perle finirono nel Mar Tirreno e andarono a formare le sette meravigliose isole di Capraia, Elba, Giglio, Giannutri, Gorgona, Montecristo e Pianosa. E non ci sono dubbi che l’arcipelago sia costituito da frammenti paradisiaci: sole, mare, spiagge, baie, pescatori, pini marittimi, borghi incantati.

Fortunatamente, per proteggerle è stato fondato un Parco Nazionale che copre totalmente il territorio e il mare di Giannutri, Gorgona, Montecristo e Pianosa e parzialmente le altre tre. In questo modo queste terre non sono state invase dal cemento come è avvenuto in altre parti d’Italia affacciate sul mare e l’agricoltura ha potuto continuare a prosperare. Purtroppo la viticoltura eroica, pur vantando un passato importante, al largo della Costa degli Etruschi ha subito una battuta d’arresto per molti decenni, specie sull’isola d’Elba, con grande riduzione dei terreni vitati. Ma negli ultimi anni si è assistito a una sorta di rinascimento enologico, che ha riportato in auge le potenzialità della viticoltura isolana. Oltre al vermentino e al sangiovese, i due vini autoctoni che spiccano per la rara eleganza sono l’Aleatico e l’Ansonica. Ma andiamo per ordine:

L’Aleatico prodotto nell’arcipelago si chiama per la precisione Elba Aleatico, per non confonderlo con altri vini omonimo prodotti in altre parti d’Italia. Si tratta di un vino rosso passito DOCG, in cui la componente fruttata è perfettamente equilibrata da una leggera sapidità. Il colore è di un rosso rubino scuro. Il sapore armonico e corposo, il finale lungo e persistente. Non si tratta di un vino liquoroso, anche se prodotto con la passitura dell’uva su graticci per 15-20 giorni.

L’abbinamento più classico che si può gustare sulle isole dell’arcipelago è con la schiaccia briaca, una torta morbida, rotonda e piatta, portata dai saraceni nelle loro scorribande su queste coste, a base di pinoli, mandorle e uva passa. Alcuni lo apprezzano anche come accompagnamento per il cioccolato o per una macedonia di pesche.

Anche l’altro vino deve essere chiamato con precisione Elba Ansonica DOC. Si tratta di un bianco dal colore variabile tra il paglierino e il giallo dorato, con un sapore dal secco all’amabile armonico. Ha profumi estremamente complessi, che possono includere note di camomilla, erba falciata, mele e pesche mature a polpa bianca. In bocca è caldo, con un’acidità non eccessivamente pronunciata. Un vino profondamente mediterraneo, con un finale ricco e potente, e al tempo stesso molto bevibile. La sua gradazione alcolica minima è dell’11%. Servito a 10-12°C è ideale per accompagnare scampi, gamberi e crostacei in generale.


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