Piatti tipici pasquali: quali sono?

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Piatti tipici pasquali

In occasione della Pasqua ogni regione d’Italia mette in tavola piatti prelibati derivanti dalle proprie tradizioni culinarie. La scelta tra le specialità pasquali è estremamente vasta, infatti, è possibile trovare il piatto giusto per ogni esigenza. Vediamo ora quali sono i piatti tipici pasquali:

Agnello

Servito in ogni parte d’Italia in modo differente a seconda del luogo nel quale viene preparato (con patate al forno, cipolle, rosmarino, cardoncelli, cacio, uova e così via), simbolo per eccellenza della tradizione pasquale, si guadagna il primo posto sul podio delle specialità più cucinate e apprezzate.

Casatiello napoletano

Tipico della cucina napoletana, è un pane salato realizzato con farina e strutto, ricolmo di bontà: salame piccante, pancetta, provolone, pecorino e uova sode. Fin dal XVII secolo sappiamo della sua presenza nelle tavole campane grazie a testimonianze dell’epoca, come quella dello scrittore Giambattista Basile che nella favola “La gatta Cenerentola” nomina le “pastiere e casatielle” presenti alla tavola del re, imbandita per i festeggiamenti. Di questa torta rotonda esistono alcune varianti. Una delle più amate è sicuramente quella dolce, caratterizzata dall’ avvolgente aroma del liquore Strega e da uno strato di glassa zuccherosa, adornata con confetti colorati posti sulla superficie. Quest’opera culinaria partenopea è prettamente casalinga e, infatti, la sua realizzazione richiede molte ore (inclusa la lievitazione del pane).

La torta Pasqualina

La tipica torta genovese per Pasqua, la torta pasqualina, è il fiore all’occhiello della tradizione ligure. Nata nel XV secolo, è una torta salata ripiena fatta con sfoglie di pasta, diffusa anche nel Lazio grazie ai suoi freschi ingredienti primaverili, uno fra tutti; la maggiorana. Una delle leggende creatasi riguardo la realizzazione di questa torta narra come, anticamente, le casalinghe riuscissero a sovrapporre su di essa trentatré strati in omaggio a Cristo.

Torta al formaggio

Ricetta tipica dell’Umbria e delle Marche, è una torta salata con una forma simile a quella del panettone, diffusa anche nel Lazio e nel Molise. Nelle Marche è conosciuta con il nome di “Crescia”, proprio in riferimento alla lievitazione e alla conseguente crescita dell’impasto. Si prepara utilizzando farina, uova, formaggio e pecorino e, fino a qualche anno fa, era di solito consumata durante la colazione pasquale insieme alle uova sode. Oggi, invece, la si può ritrovare in tavola tra gli antipasti. La prima realizzazione di questa ricetta è attestata durante il Medioevo ad Ancona, grazie ai ricettari locali che ne riportano le dosi per una preparazione “in grande”, ovvero per un largo pubblico: la quantità di uova utilizzate ammontava a quaranta simboleggiando, così, i giorni di Quaresima.

La torta calabrese, la pitta ripiena

Il viaggio tra i piatti tipici pasquali non poteva che chiudersi con una ricetta spiccatamente ricca come quella della torta rustica tipica della Calabria. Dalla forma di una ciambella, può essere ricolma dei più svariati ingredienti: caciocavallo, salsiccia piccante, ricotta di pecora, cipolle di Tropea, peperoni, melanzane e pomodoro. Il suo nome “pitta” deriva dal latino “picta” che voleva dira dipinta. Secondo i Romani, queste focacce erano decorate per poi essere donate alle divinità.


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