Ricetta: La bagna cauda piemontese

Di , scritto il 08 Dicembre 2008

bagna_caudaLa bagna càuda (o bagna caoda) è forse il più antico e classico piatto invernale piemontese, soprattutto nelle Langhe e nel Monferrato. Il nome significa letteralmente ‘salsa calda’: si tratta di un intingolo robusto per stomaci forti, per chi non disdegna l’afrore dell’aglio e non ha incontri romantici o importanti sedute di lavoro il giorno successivo. Un piatto povero e semplice, ma indescrivibilmente appetitoso. La salsa è a base di aglio, olio d’oliva e acciughe, vi si intingono vari tipi di verdure invernali (soprattutto cardi crudi, coste di sedano, barbabietole rosse cotte al vapore, cipolle cotte al forno, peperoni crudi o cotti, foglie di cavolo crude, topinambur pelati, cime di cavolfiore bollito, carote; qualcuno ama anche le mele renette). La bagna caoda deve essere consumata a una temperatura altissima, tradizionalmente viene consumata da ogni conviviale in appositi mini-contenitori in terracotta costituiti da una ciotola sotto la quale viene posta una candela larga e piatta o un fornellino per mantenere costantemente calda la salsa. In mancanza di ciò, si può servire più volte la salsa in piccole quantità in ciotoline per ogni commensale dopo avere riscaldato bene la terrina ‘madre’. La bagna caoda deve essere accompagnata da un vino rosso corposo, come Barbera o Dolcetto. Ma ecco come si prepara:

Spellare accuratamente gli spicchi derivanti da 5 grosse teste d’aglio, togliendo il germoglio verde interno. Mettere l’aglio in una casseruola con 1 litro di latte fresco e portarlo a ebollizione, lasciando cuocere a fuoco basso per circa un’ora. Poi buttare il latte e schiacciare l’aglio con una forchetta. Passarlo in una grossa terrina di coccio, unire 7,5 decilitri di olio extravergine d’oliva e 250 grammi di acciughe sotto sale dissalate in aceto rosso e diliscate. Scaldare, amalgamando con cura finché le acciughe non si sono sciolte e non hanno formato una crema omogenea. Servire con le verdure suddette.

10 commenti su “Ricetta: La bagna cauda piemontese”
  1. […] che forse valga la pena di conoscere meglio come abbinarlo: non soltanto con la classica con la bagna caoda piemontese, come ingrediente per la baggianata di fagiolini, ma anche per un risotto alla barbera dal colore […]

  2. […] formaggi poco stagionati e non molto saporiti. Il grignolino può essere anche bevuto con la bagna cauda, di gran lunga il piatto più tipico della tradizione gastronomica astigiana che sicuramente papa […]

  3. […] cardi gobbi sono un ortaggio da riscoprire, accompagnamento fondamentale per la bagna cauda piemontese, sono anche un presidio Slowfood. Noi ve li proponiamo cotti, in questa parmigiana di […]

  4. Dicoccio ha detto:

    Ottima ricetta!

  5. […] si sposa molto bene con le acciughe sotto sale, infatti è un accompagnamento obbligatorio per la bagna cauda, la salsa bollente piemontese a base di acciughe, burro e aglio. Vanno bene anche coperti con […]

  6. […] Il finale è lungo e persistente. Si abbina con piatti di selvaggina, brasato, lepre in civet, bagna cauda ma si consiglia di berlo anche solo o magari con qualche formaggio […]

  7. […] More: Ricetta: La bagna cauda piemontese […]

  8. Viaggio nel Blog - i migliori racconti di viaggio dai blog italiani » Blog Archive » Ricetta: La bagna cauda piemontese ha detto:

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