Ricetta: La tiella di Gaeta
31 Agosto 2010 alle 08:36 scritto da nicoletta
La città di Gaeta, in provincia di Latina, è famosa nel mondo per le sue bellezze, il suo fascino e le sue squisite olive. Tra i piatti della tradizione gaetana il più famoso è sicuramente la tiella gaetana, che deve il suo nome alla speciale ‘teglia’ circolare in cui viene cotta. Un piatto povero, di origini popolari, che consentiva ai pescatori e ai contadini di avere un pasto completo, da mangiare con le mani e conservabile per qualche giorno. La tiella è costituita da due sottili strati circolari di pasta leggera e friabile che racchiudono una farcia a base di prodotti molto disparati e in combinabili in varie maniere: pesce (soprattutto alici, sarde, polpi, calamari), formaggio (marzolino o ricotta), verdure e ovviamente olive. Ecco come si prepara la tiella: la pasta è sempre la stessa, la scelta del ripieno dipende dai gusti e dalla stagione; noi vi proponiamo una farci ai polpi, preferibilmente da preparare il giorno precedente.
Per il ripieno: versare in acqua bollente salata circa 2 kilogrammi di polpi freschi. Lasciarli bollire per 30-35 minuti, finché non sono teneri alla forchetta. Lasciarli raffreddare nella loro acqua. Intanto tagliare a spicchi 400 grammi di pomodorini e mescolarli con aglio, prezzemolo, olive, poco sale e 1/2 bicchiere di vino bianco. Lasciarli riposare per circa un’ora e poi versare il composto in uno scolapasta per lasciare uscire più liquido possibile. Tagliare i polpi a pezzetti e mescolarli con il composto di pomodoro, aggiungendo una punta di peperoncino e olio extravergine d’oliva.
Per la pasta: sciogliere 20 grammi di lievito di birra in 200 grammi di acqua tiepida e usarlo per impastare a lungo 250 grammi di farina di grano tenero + 250 grammi di farina di grano duro con 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva e (in ultimo) un pizzico di sale. Lasciare lievitare l’impasto coperto, in un luogo tiepido per circa un’ora. Poi prendere poco più di metà della pasta e stendere una sfoglia spessa meno di un centimetro. Ritagliare un disco che debordi un po’ dal fondo della teglia rotonda e posarvelo, dopo averla unta d’olio. Versare sulla pasta il ripieno e coprire con un altro disco di pasta stesa nella stessa maniera. Chiudere i bordi premendo leggermente con le dita, forare la superficie con una forchetta, versare un filo d’olio sulla superficie e cuocere la tiella in forno caldo 180-200° C per 30-45 minuti.








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13 dicembre 2010 alle 8:16 am Gaeta: storia, arte, devozione e sapori squisiti » solotravel.it ha scritto
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13 dicembre 2010 alle 3:16 pm Visitare Gaeta: guida della citta' | Il Tuo Blog di Viaggi ha scritto
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1 dicembre 2011 alle 8:35 pm anna maria ha scritto
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16 marzo 2012 alle 2:50 pm Stefano ha scritto
Rispondi[...] che di olive in salamoia) o le alici. In ogni stagione vale assolutamente la pena di gustare la tiella di Gaeta, un piatto povero, ma estremamente saporito, le cui origini risalgono all’anno 1000. var [...]
[...] che di olive in salamoia) o le alici. In ogni stagione vale assolutamente la pena di gustare la tiella di Gaeta, un piatto povero, ma estremamente saporito, le cui origini risalgono all’anno [...]
la tiella di Gaeta va bene x ogni stagione sia d’inverno che d’estate è buonissima una favola
Scusate la critica: il polpo andrebbe cotto nella sua stessa acqua, senza aggiunta di altra acqua. Per farlo venire saporito bisogna prima batterlo (chi fa pesca subacquea e prende il polpo “direttamente”, all’uscita dall’acqua lo sbatte ripetutamente con violenza contro uno scoglio: questo ammorbidisce le fibre). Poi farlo a pezzi.
Poi si prepara un soffritto di aglio schiacciato in un goccio d’olio e si butta dentro il polpo a pezzi. In pochi minuti avrà tirato fuori tutta l’acqua che contiene (ce n’è tanta!!) e si potrà continuare la cottura per una mezz’ora a fuoco lento, evitando di annacquare il sapore delicato dell’animale.