Il cardamomo, ovvero il sapore migliore dell’India

Di , scritto il 08 Febbraio 2011

Il cardamomo è una pianta originaria del subcontinente indiano: alta fino a 2 metri e mezzo, produce frutti sotto forma di capsule coriacee, di colore verdastro o marrone scuro (queste ultime, dette cardamomo nero o cardamomo nepalese, sono più difficili da trovare nel nostro paese, hanno la particolarità di essere più grandi e con la superficie rugosa). Questi baccelli contengono dei semini dal sapore e dall’aroma molto particolare, che secondo alcuni ricorda un po’ il limone, con un retrogusto di eucalipto.

Questi semi, seccati e tritati, vengono utilizzati (insieme a molte altre spezie) per insaporire praticamente tutti i piatti tipici della cucina indiana, siano essi salati (a base di riso o di carne), che dolci (come ad esempio l’halwa a base di semolino).

Insieme al pepe, il cardamomo è considerato “il re delle spezie” e se ancora non lo conoscete, vi consigliamo caldamente di provarlo quanto prima (si trova nei supermercati più forniti, nei negozi di prodotti biologici e ovviamente nelle rivendite di prodotti etnici). Se acquistato sciolto, si conserva per alcuni mesi, quando rinsecchisce è ancora utilizzabile, ma mantiene il suo aroma solo parzialmente.

L’aroma e le proprietà terapeutiche del cardamomo sono dovute agli olii essenziali in esso contenuti e sono notevoli soprattutto per favorire la digestione e alleviare la flatulenza, tipico sintomo della sindrome da colon irritabile. Un infuso a base di cardamomo (così come il tè alla menta a cui si aggiunge un’abbondante dose di semini di cardamomo) è un vero toccasana contro il raffreddore, la tosse e la spossatezza tipica degli stati influenzali.

Il cardamomo è uno degli ingredienti principali del curry e del pulao indiani, mentre i popoli arabi lo usano per aromatizzare il caffè. Noi ve lo consigliamo per alcuni usi a cui forse non avreste mai pensato. Prendetene 2-3 baccelli, pestateli in modo che i semini possano uscire durante la cottura e usateli in questo modo (eventualmente rimuovendo la capsula vuota prima di portare il piatto in tavola):

* per aromatizzare un brodo di carne (in questo caso il migliore è il cardamomo nero);
* nell’olio in cui si friggono o si saltano carne, pollo o tacchino (anche abbinato con uno spicchio d’aglio);
* per cuocere le lenticchie;
* per un riso basmati in bianco;
* per preparare in casa un pane speziato;
* nel cous-cous;
* in macedonia;
* per aromatizzare le creme pasticcere;
* per preparare un dissetante tè alla menta.

Infine, usate il cardamomo come digestivo: qualche semino succhiato in bocca a fine pasto, proprio come vi viene proposto nei ristoranti indiani: loro lo chiamano elàici.

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3 commenti su “Il cardamomo, ovvero il sapore migliore dell’India”
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